Caro Bonora, nell’ articolo di E. Artifoni su Speciale Motori di mercoledì 4 maggio si
racconta come tutti i parlamentari che hanno provato la Leaf siano stati molto
impressionati dalle prestazioni della vettura e già pensino come favorirne la
diffusione nei centri urbani e anche interurbani, come auspicato da M. Ghenzer, creando nuove infrastutture per la ricarica (cosa tuttaltro che semplice).
Se ci riflette un po’ le risulterà chiaro che la Leaf, al di là dei suoi notevoli meriti
tecnologici, riduce effettivamente l’inquinamento da combustibili fossili
in un Paese come la Francia che ha gran parte della produzione elettrica di
origine nucleare, ma lo aumenta significativamente in un Paese come l’Italia in cui solo il 15% dell’energia è di origine non inquinante. Quindi, per noi ogni Leaf in più aumenta il danno ambientale. In Francia, poi, tutte le nuove abitazioni sono riscaldate elettricamente, mentre qui
al Nord ogni inverno ci triturano i cabbasizi quando all’inquinamento del
traffico si somma a quello del riscaldamento. Mi creda, per noi sarebbe molto meglio una Leaf ibrida con un buon motore MultiAir (o simili) a metano se la voglia di spendere degli italiani lo
consente. Poiché mediamente i nostri parlamentari mi paiono un po’ Vispe Terese però sempre molto propensi a spendere i nostri soldi quando gli si presenta qualche motivazione ritenuta “etica” ,le sarei grato se ritenesse di raffreddare un po’gli
entusiasmi dei partecipanti alla dimostrazione di Nissan.
Se poi volesse dare un consiglio ai parlamentari…
M.V.