Finalmente l’Italia ha un governo. Dopo due mesi le parti politiche si sono accordate e l’esecutivo guidato da Enrico Letta dovrà subito passare ai fatti. Di parole se ne sono spese troppe.

Letta a parte, il settore della mobilità deve ora guardare ai nuovi interlocutori, gli stessi sui quali far partire subito un durissimo e costruttivo pressing allo scopo di riequilibrare la situazione di settori, come quelli delle quattro e due ruote, la cui grave difficoltà ha contribuito ad aggravare ulteriormente lo scenario economico e occupazionale del Paese.
Questi, dunque, gli interlocutori principali dai quali si dovranno ottenere risposte e piani di azione a breve. Sono il sottosegretario alla Presidenza del consiglio, Filippo Patroni Griffi (proveniendo dal governo Monti, insensibile ai problemi del settore, l’auspicio è che cambi atteggiamento), il ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato (Pd), il ministro dell’Economia e delle Finanze Fabrizio Saccomanni (tecnico), il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Maurizio Lupi (Pdl), il ministro del Lavoro Enrico Giovannini (tecnico) e il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando (Pd).

Anfia, Unrae, Federauto, Ancma e Aci bussino subito alle loro porte e pretendano di essere ascoltati, a costo di organizzare un presidio davanti ai Palazzi.

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