La siderurgia, comparto centrale del nostro Paese, ha ottenuto l’apertura di un tavolo di confronto con il ministero dello Sviluppo. E l’auto? Non ancora pervenuta. Da una parte l’Anfia, che sollecita (fosse la prima volta) la creazione di una task force, dall’altra l’Unrae che, cambiato il presidente, sta probabilmente prendendo ancora le misure. Intanto il tempo passa e la situazione peggiora: i consumi sono precipitati ai livelli di tredici anni fa e la spese per la mobilità, secondo gli ultimi dati di Confcommercio, sono scese dell’8,7% nel primo trimestre dell’anno e del 14,2% in tutto il 2012. Si tratta del calo più importante rispetto ad altri beni e servizi.
A Palazzo Chigi, intanto, il nuovo governo è alla disperata ricerca delle coperture necessarie ad alleviare la pressione fiscale. E probabilmente si è reso conto di come potessero essere utili, in questo momento, gli oltre 3 miliardi di mancato gettito a causa del crollo delle immatricolazioni di automobili nel 2012. Che cosa decideranno i ministri? Potrebbero arrivare nuove brutte sorprese a carico della quattro e delle due ruote? Qualche settimana fa sui giornali era apparsa la notizia che tabacchi e alcolici sarebbero potuti finire nel tritacarne del Fisco. Poi non se ne è più parlato. Le rispettive lobby, sicuramente, si sono messe subito al lavoro sottotraccia. Attenzione ai brutti scherzi, Anfia, Unrae, Ancma e Federauto. E’ forse opportuno scatenare qualche 007 e tenere alta la guardia, non si sa mai.
Ma c’è un altro pericolo incombente sull’auto, e riguarda il rafforzamento costante dei suoi detrattori. Ci sono città, come Milano, che stanno irresponsabilmente cancellando i parcheggi in centro sulla spinta dei “fondamentalisti” anti-auto (che rappresentano tanti voti); sono gli stessi, riuniti in varie organizzazioni, che vogliono promuovere, a livello parlamentare, provvedimenti ancora più restrittivi alla circolazione. Quindi, care associazioni, vi dovete rendere conto che siete in “guerra“ e, dunque, avete il compito e la responsabilità di evitare una Caporetto della mobilità a motore. Agli avversari poco importa che un veicolo sia Euro 5, Euro 6 oppure ibrido. La guerra è alla “scatola di latta”, come chiamavano le vetture i 50.000 velocipedisti (subito strumentalizzati da talune forze politiche) che hanno manifestato sabato 11 maggio a Milano.

Tag: , , , , , , , , ,