Basta sfogliare i giornali del 12 giugno per rendersi nuovamente conto, se ce n’era bisogno, che l’auto continua a essere sotto attacco, oggetto di demagogia e discorsi populistici. Come sua prima dichiarazione il nuovo sindaco di Roma, Ignazio Marino, ha subito sottolineato di voler cancellare le auto nella zona dei Fori Imperiali (“Via le auto da Roma, la prima promessa di Marino”, titolava a tutta pagina “La Stampa”). A Milano, proprio il giorno precedente, l’assessore alla Mobilitá, Pierfrancesco Maran, aveva assestato un nuovo pesante colpo: parcheggi entro le strisce blu più cari, cancellazione di parcheggi a strisce blu nel centro e rincari vari sempre a carico degli automobilisti, già fortemente limitati nella circolazione anche se possessori di vetture a benzina e diesel di ultimissima generazione e, quindi, con emissioni bassissime. “Dobbiamo disincentivare l’uso dell’auto”, riportava la cronaca milanese del “Giornale”. E intant o sono ancora gli automobilisti a contribuire, con le proprie tasche, a coprire il buco di bilancio di Milano, mentre a Roma già si teme il caos assoluto nel momento in cui l’iniziativa di Marino sarà applicata.
Attenzione, nulla in contrario all’idea di rendere le città meno caotiche e meno trafficate, ma la mobilità a motore non può continuare pagare gli errori commessi dalle amministrazioni in fatto di carenza ed efficienza del trasporto pubblico, mancanza di parcheggi sotterranei e di tutte le altre infrastrutture di cui le nostre città hanno bisogno. Si parla di car sharing e auto elettriche in continuazione e anche a sproposito: come si pensa di convincere migliaia di pendolari obbligati, per varie ragioni, a raggiungere la città in auto con la disponibilità di qualche centinaio di vetture del servizio car sharing? E lo stesso vale per l’auto elettrica. Si realizzino, invece, le infrastrutture, si concretizzi una politica Comunitaria di incentivazione e standardizzazione delleprese. Invece si continua ad andare a briglia sciolta, senza una reale programmazione.
E poi ci sono gli aspetti fiscali, le vessazioni continue, la mancanza di ascolto, da parte delle istituzioni, delle istanze del settore. Il risultato è che le vendite sono crollate, l’erario è in forte sofferenza anche perché è venuto a mancare il gettito assicurato dalle immatricolazioni e la gente, tra concessionari e addetti alle officine, è a spasso.
Missione Mobilità con la sua “task force”, un vero “think thank” di esperti e composto da economisti, giornalisti e docenti universitari, da tempo si batte per dare una scossa al settore delle quattro ma anche delle due ruote, lanciando provocazioni continue affinché il motore dell’economia possa riaccendesi e ripartire. É doveroso, nelle scelte di politica dei trasporti, non andare a senso unico, ma agire nel rispetto delle esigenze di tutti, in particolare di coloro che danno un apporto fondamentale all’economia e all’occupazione, e rappresentano un esempio tangibile virtuoso dei risultati degli investimenti a beneficio di ambiente e sicurezza.
L’ago della bilancia in questo momento pende verso i nemici e i detrattori della mobilità a motore. Lo scorso anno, a Torino, insieme al prof. Francesco Alberoni, avevamo commentato uno atudio di AlixPartners che metteva in risalto come, a livello internazionale, i giovani tendessero sempre più ad allontanarsi dall’auto. L’Ansa ha battuto il 10 giugno una notizia che riprende uno studio analogo, quello del Michigan transportation research intitute, che rilancia in pratica l’allarme lanciato nel 2012 da Missione Mobilità: negli i Usa la classe dei “baby boomers”, le persone nate tra il ’45 e il ’64” ė 15 volte più propensa all’acquisto di una nuova vettura rispetto ai “millenials, cioè i giovani tra i 18 e i 29 anni. Il numero di famiglie Usa che rinuncia all’auto è invece raddoppiato negli ultimi 20 anni e si avvicina al 10 per cento. E sempre più famiglie dicono di non aver bisogno o di non desiderare una macchina. Meno del 70 per cento degli intervistati con età di 19 anni, inoltre, non possiede la patente.
Proprio la “demotorizzazione”, in proposito, sarà il tema che AlixPartners svilupperà quest’anno, venerdì 21 giugno alla Pul di Roma, sede prestigiosa che ospiterà l’evento, e per questo ringrazio il Magnifico Rettore Sua Eccellenza Mons. Enrico dal Covolo.
“In Italia – leggiamo in un abstract dello studio che sarà presentato e commentato venerdì – la concentrazione di vetture per abitante resta tra le più alte d’Europa, ma si sta assistendo a un vero e proprio effetto di de-motorizzazione, ovvero saldo negativo tra nuove immatricolazioni e cancellazioni, con impatti negativi evidenti su tutta la filiera”.
La mobilità a motore ha bisogno di un suo drecreto del “Fare”, tanto per stare in argomento con lo slogan sulla crescita lanciato dal governo. E a questo Missione Mobilità cercherà di dare una risposta.

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