Spot pro assessore alla Mobilità di Milano, Pierfrancesco Maran, dalle pagine milanesi del “Corriere” (5-8-2013). Nel pezzo si legge come il giovane delfino di Giuliano Pisapia e pupillo di Filippo Penati, ex presidente della Provincia, sia alle prese con un esame di coscienza e qualche rimorso a causa dei rincari degli abbonamenti ai mezzi pubblici decisi dalla giunta di sinistra che governa Palazzo Marino. Povero Maran, “assessore ambientalista di Area C “costretto” ai rincari Atm”. E’ riuscito, leggiamo, a contenere l’aumento a 35 euro, piuttosto che a 36 o a 38. “Lui che riesce sempre a trovare fondi per le piste ciclabili, che incentiva il bike sharing o, al massimo, il car sharing”. I pensionati ringraziano. Lui che “vorrebbe educare i cittadini all’uso del mezzo pubblico”, che rischia però di diventare un lusso per le classi meno abbienti della “sua” Milano. E povero Maran ancora, visto – leggiamo – “che dovrà rimettere la faccia per annunciare per la seconda volta l’aumento del biglietto (del tram e del metro) dopo che l’aveva già fatto nel 2011”. Due stangate ravvicinate sono un biglietto da visita di tutto rispetto per un politico di sinistra. L’articolo conclude affermando che una cosa va data atto a Maran: “Ci mette la faccia”. E ci mancherebbe altro, aggiungiamo. Del resto nessuno lo ha obbligato a diventare, con Pisapia, una sorta di pedagogista di automobilisti e motociclisti, con il risultato di aver reso la vita ancora più complicata a cittadini, artigiani e commercianti. Tutta gente che lavora. Quel “pezzo-spot” non gli ha fatto bene. Povero Maran, cosa dirà a chi lo ha votato e non ha digerito il caro-tram? “Prendete la bicicletta, e pedalate”, c’è da scommeerci. In fin dei conti, “è destinato a una brillante carriera politica”. E’ quello che conta “per il giovane più promettente della scuderia Pd milanese”.

Tag: , , , , , , ,