Il futuro Salone dell’auto di Milano, quello che vede insieme l’organizzatore Alfredo Cazzola (il papà del defunto Motor Show di Bologna) e Fiera Milano, è diventato un caso politico. Il Pd è agguerritissimo e chiede l’istituzione di un tavolo (ma basta, con questi tavoli inutili!) perché Milano avrebbe scippato la rassegna a Bologna. “La decisione di costruire dal nulla un nuovo evento automobilistico in competizione con il Salone bolognese, leader indiscusso del settore con certificazione Oica, l’associazione internazionale che autorizza lo svolgimento dei Saloni dell’auto nel mondo, dimostra che si deve intervenire al più presto”, affermano all’unisono i piddini Michele Anzaldi, Lorenza Bonaccorsi, Ernesto Carbone, Federico Gelli, Ernesto Magorno, Giovanna Palma ed il senatore Mario Morgoni. Una polemica inutile, strumentale che palesa anche tanta disinformazione: Bologna, da qualche anno agonizzante per mancanza di adesioni da parte dei costruttori nonostante la buona volontà degli organizzatori, si è arresa e non si intravedono possibilità, almeno per ora, che nel 2014 possa ripartire. Si è fatta avanti Milano, con la sua Fiera che, tra l’altro, ospita con successo l’Eicma, il Salone della moto che si è appena concluso. Che cosa c’è di strano? L’Italia ritrova il suo Salone, e forse l’iniziativa di Cazzola riuscirà a dare al comparto quella motivazione necessaria verso il completo superamento della crisi. Gli stessi politici che stanno polemizzando farebbero meglio a occuparsi della crisi dell’auto e dei disastri occupazionali che questa crisi ha portato nelle officine e nelle concessionarie.

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