Il ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, ha scoperto che esiste un problema “auto”. Eccolo allora proporre che è allo studio la sostituzione dell’Ipt, l’Imposta di trascrizione provinciale, con una quota aggiuntiva sul bollo a parità di gettito. A conti fatti vuol dire che 1,12 miliardi di euro saranno ripartiti annualmente tra oltre 49 milioni di veicoli, con una stima di aumento medio del bollo auto di circa 22 euro. Al di là del fatto che ancora una volta si toglierebbe da una parte per aggiungere dall’altra, il ministro Lupi – attraverso la rassegna stampa quotidiana e i gli incontri nel Transatlantico – non ha saputo che è già in corso, da settimane, un’azione sul tema tasse e auto da parte di Daniele Capezzone, presidente della commissione Finanze della Camera? E che il “Pacchetto auto” presentato recentemente da Capezzone prevede pure l’abolizione tout court dell’Ipt insieme all’esenzione triennale del bollo auto? Perché, invece di coordinarsi, si continua a voler andare ciascuno per proprio conto? Capezzone ha già in corso un primo giro di colloqui con le parti in causa (Unrae, Anfia, Federauto, Aniasa, Asconauto). Non sarebbe giusto scegliere una linea univoca a salvaguardia del settore, dei suoi occupati e dei suoi utenti?

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