Le solite cose all’italiana: la mano destra non sa quello che fa la mano sinistra e viceversa. Il ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, con un insolito attivismo sul tema auto, dopo aver tentato qualche settimana fa di far passare l’aumento del bollo in cambio della soppressione dell’Ipt, fa sapere che sta studiando, insieme alla collega Federica Guidi (Sviluppo economico), un piano di defiscalizzazione riguardante il settore (sul tipo di quello applicato all’edilizia) allo scopo di svecchiare (e rilanciare) il parco auto italiano. E lo stesso piano riguarderebbe anche i bus pubblici e privati. Se il progetto andrà in porto tanto di cappello perché, a beneficiarne, saranno soprattutto la sicurezza e l’aria che respiriamo grazie all’immissione sulle strade di tante nuove auto con motorizzazioni di ultima generazione e dotate dei sistemi elettronici di sicurezza più evoluti. Il fatto è che da aprile, quando lo ha presentato all’evento “Missione Mobilità”, anche il presidente della commissione Finanze della Camera, Daniele Capezzone, sta lavorando a un disegno di legge denominato “Pacchetto Auto”, peraltro già ampiamente condiviso con tutta la filiera. Ma perché, a questo punto, invece di cercare di fare la gara su chi arriva primo (senza tenere conto che a ogni annuncio corrisponde uno stop della propensione, del resto già ai minimi termini, di acquistare un veicolo da parte delle famiglie), Lupi non ha parlato con Capezzone per cercare una via comune e più veloce verso la risoluzione del problema? E mentre Lupi annuncia, trovando però la freddezza dei concessionari aderenti a Federauto («quanto dichiarato  va benissimo – afferma il presidente Filippo Pavan Bernacchi – per i clienti azienda, ovvero le partite Iva, avvezzi agli strumenti della deducibilità e detraibilità; a nostro avviso, però,  non funzionerebbe con i privati. Anche perché, a differenza dell’edilizia, nel nostro comparto non c’è un “sommerso” da far emergere. Motivo per il quale quei provvedimenti erano stati concepiti per i privati. Sui privati Federauto ha presentato una proposta alternativa che vedrebbe il cliente che acquista un autoveicolo riconoscersi un forte vantaggio, tutto e subito. Soprattutto perché il primo problema che una famiglia deve affrontare è la crisi di liquidità»), arriva l’ennesima doccia fredda dall’Anfia: nel 2013 il settore ha versato nella casse del Fisco 70,5 miliardi di tasse, il 6,3% in più in cinque anni, con un mercato che è crollato del 40%. Mi auguro che Lupi riesca a far passare qualcosa di positivo. Vi ricordate cosa diceva Provolino? “Boccaccia mia statte zitta!”. Non è più tempo di sparate, sull’auto e sugli altri temi.

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