No alle biciclette contromano nelle città. La decisione del ministro Maurizio Lupi è coerente più che mai visto il comportamento costantemente scorretto dei pedalatori in strada, nonostante i cartelli luminosi installati (finalmente)  per esempio a Milano dal Comune: accendete i fari nelle ore serali. E invece no, uno su 10, abbondando, lo fa. Che cosa accadrebbe a questo punto se si viaggiasse per regola pure contromano quando fa buio? Incidente inevitabile e colpa sempre dell’automobilista. Quando lor signori impareranno a rispettare le regole e ad accendere i fanali anche se viaggiano sulle piste ciclabili, allora – magari – si potrà fare un passo avanti. Sull’argomento si prende sempre l’Europa come esempio: nelle altre metropoli, fissiamocelo bene in testa, ci sono abitudini differenti e infrastrutture su misura per i pedalatori. E poi basta con il continuare a prendere il resto dell’Europa come esempio di viabilità ecc, tanto per rimanere in tema. Parliamo piuttosto dei ritardi nell’ammodernamento e nelle realizzazione delle infrastrutture qui da noi, ritardi responsabili della situazione in cui ci troviamo e degli intasamenti da traffico. Sciogliamo nei fatti e non sempre solo con le parole questi nodi, e così l’Italia farà veramente progressi tangibili anche nel campo della viabilità. Meglio guardare all’Europa, ora,  per altri aspetti: dalla sicurezza in senso lato ai problemi dell’immigrazione, dal fisco alle politiche sul lavoro.

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