Altieri, Bianconi, Castiello, Chiarelli, Ciracì, Distaso, Fucci, Galati, Gallo, Lainati, Latronico, Marotta, Marti, Palese, Picchi, Romano, Sisto. E ancora: Abrignani, Biancofiore, Biasotti, Centemero, Cesaro, Occhiuto, Palmieri, Polverini, Ravetto, Romele, Squeri, P. Russo, Baldelli, Calabria, Milanato, Giorgetti. Questi 33 nomi corrispondono a quelli dei parlamentari che hanno sottoscritto l’emendamento alla legge di Stabilità con primo firmatario Daniele Capezzone, presidente della commissione Finanze della Camera (e fanno 34), con il quale si intende abolire il bollo auto per 3 anni (o 5 in caso di acquisto di un veicolo a gas/Gpl, ibrido o elettrico). All’esame dell’Aula è lo stesso testo della proposta di legge Capezzone (relatrice Silvia Fregolent) approvata un mese fa in commissione Finanze e poi fermato in commissione Bilancio. Ecco, dunque, un gruppo di parlamentari che si può definire vicino ai problemi di un settore finito nel gorgo della crisi («le famiglie – come ha detto il presidente dell’Unrae, Massimo Nordio – devono essere aiutate dallo Stato a cambiare l’auto»). Perché, allora, si continua a ripetere (nella filiera) che «nessuno ci ascolta» e che «c’è disinteresse per l’auto»? Tocca ora al settore puntare su un dialogo costruttivo. E tenere vivo il contatto.

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