Il nostro «gasatissimo» premier Matteo Renzi si è fatto in quattro – e su questo nulla da eccepire – per riempire di elogi John Elkann e Sergio Marchionne sui progetti industriali italiani di Fiat Chrysler Automobiles. A Renzi, inoltre, sono stati presentati in anteprima i modelli, ancora top secret, che il gruppo si prepara a lanciare. La visita torinese (Centro stile Fca e Mirafiori) del premier è quindi proseguita al Centro ricerca di Gm Powertrain, accolto dal numero uno di Opel Europa, Karl Thomas Neumann, dove vengono studiati e sviluppati i motori diesel per tutta la gamma del colosso americano. Alla fine dei due tour, Renzi si è detto «gasatissimo per i progetti di Marchionne». Elogio che vale il doppio visto che il Matteo da Firenze, amante dei velocipedi, non è proprio in sintonia con le quattro ruote. Ma il rischio, ora, è che passato l’entusiasmo, il nostro premier si dimentichi di essere «gasatissimo» per aver visto il nuovo Maserati Levante e le future Alfa, e rientri in quell’alveo a cui siamo ormai abituati di non tenere in considerazione il ruolo dell’auto come «motore» dell’economia, bensì come serbatoio dal quale prelevare il carburante necessario per tappare le tante falle del Paese. Non rimane che attendere sviluppi. Ma non stiamo sereni.

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