Sergio Marchionne, ad d Fca, alza il tiro e dopo aver rivoluzionato le relazioni industriali in Italia (l’uscita del Lingotto da Confindustria, il via libera al contratto aziendale e ora la possibilità per ii dipendenti di partecipare agli utili dell’azienda) e spaccato il sindacato con l’isolamento e il graduale depotenziamento della Fiom, ora sferra l’attacco all’intero settore dell’auto. Lo ha fatto in occasione dell’ultimo cda sul primo trimestre, presentando lo studio “Confessioni di un drogato da capitale”, una sorta di riflessione filosofico-manageriale (il drogato in questione sarebbe  il comparto delle quattro ruote) dove Marchionne chiama a raccolta i costruttori affinché sposino la necessità di avviare, quanto prima,  un nuovo processo di consolidamento con l’obiettivo di tagliare i costi a beneficio di sinergie e cooperazioni industriali. Insomma,  “un’eccezionale opportunità di creare valore per gli azionisti”, senza impatti negativi su fabbriche e occupazione. Resta da vedere se la visione di Marchionne, da mesi a caccia di un terzo partner allo scopo di costituire il primo gruppo mondiale dell’auto e perseguire questi obiettivi, sarà condivisa dagli altri. Un fatto è certo: se nuova rivoluzione sarà, avrà radici italiane. E se Marchionne sarà lasciato “solo”, ecco spuntare la carta Google o quella Apple, visto che entrambi i colossi Usa sono impegnati a entrare nello scenario delle quattro ruote con le altrettanto rivoluzionarie Google-car e iCar. Fca potrebbe proporsi di produrle, beneficiando dell’incredibile know how delle due società E sarebbe una nuova grandissima rivoluzione.

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