Altro faticoso passo importante verso la chiusura della telenovela straziante relativa al riconoscimento del reato di omicidio stradale. Peccato che il provvedimento debba ora tornare dal Senato alla Camera per il sì definitivo. Che palle, questo ping pong. In Italia ci si mette una giornata per varare un decreto, che magari poteva rimanere in stand-by per un po’, e mesi se non anni per qualcosa di veramente importante come il reato di omicidio stradale. E peccato anche che il premier Matteo Renzi, come al solito, anche in questo caso venda la pelle dell’orso prima di averlo ammazzato: “Abbiamo rispettato l’impegno con le famiglie”, ha subito twittato. Sarebbe meglio lasciare i commenti nel momento in cui partono i titoli di coda, cioè quando tutto è definito al 1000×1000. E lo stesso vale per il ministro Angelino Alfano: “Detto, fatto. Diamo più giustizia alle vittime della strada”. Comprendo invece lo sfogo liberatorio in casa Asaps (i sostenitori della Polizia stradale): “E’ difficile contenere la nostra soddisfazione”, il commento all’unisono. Intanto i giudici continuano a scarcerare…

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