A toccare certi temi, tipo il fumo (quello da sigaretta, sigaro o pipa, ovviamente)  si corre il rischio di sollevare un vespaio. Piccolo passo indietro, anch’io sono stato un fumatore, accanito no, ma quasi: diciamo 10 sigarette al giorno, una dietro l’altra quando dovevo scrivere. E se avevo finito il pacchetto e mi trovavo fuori casa, per esempio in hotel per lavoro, erano dolori. Poi ho smesso (di punto in bianco, è possibile, basta volerlo), e da allora provo un fastidio tremendo nel vedermi fumare addosso. Per non parlare della puzza di fumo che impregna i vestiti quando frequenti la casa di un fumatore. Qui al “Giornale” ho condotto una lunga e dura battaglia contro il fumo in redazione quando ero nel Cdr, prima ancora che “san” Sirchia mettesse finalmente la parola fine al fumo nei luoghi pubblici. Apprendo ora che è allo studio un provvedimento che, attraverso modifiche  al Codice della strada, punta a vietare il fumo in auto. Personalmente – e so di tirarmi dietro ire, odio e male parole – sono d’accordissimo. Fumo passivo e puzze a parte, la sigaretta o ancora di più la pipa sono pericolose quando si guida. Distraggono (il caso frequente della cenere sui pantaloni o della sigaretta che cade sul tappetino), mentre per i fumatori di pipa l0 scoppio dell’Airbag rischia di spingere l’attrezzo in gola con le conseguenze immaginabili, senza contare i rischi di incendiare l’abitacolo. Ben venga questo provvedimento, per altro promosso dai senatori Antonio Razzi (finalmente un intervento come si deve, lontano da gossip e battute poco costruttive) e Domenico Scilipoti. Pesante la sanzione contemplata: 645 euro e ritiro della patente se si viene pescati a fumare alla guida la seconda volta. Sono consapevole di entrare nel mirino di tanti, colleghi compresi. Ma la penso così.

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