Sull’omicidio stradale il ping pong continua. Dopo l’ok della Camera, il testo torna al Senato e speriamo, a questo punto, che si arrivi a una legge entro il 31 dicembre. Non se può più di questo ping pong, mentre le tragedie stradali continuano e chi ammazza perché drogato oppure ubriaco alla guida la fa praticamente franca. L’ultimo passaggio in aula ha di fatto appesantito i provvedimenti a carico di chi commette il reato. Sel ha votato “no” e mi piacerebbe sapere perché. Il 3 novembre prossimo l’Aci farà il punto della situazione a proposto della sicurezza stradale. In parte, alcuni dati sono stati anticipati nei giorni scorsi a Milano, all’evento #FORUMAutoMotive, dove il direttore della Polizia stradale, Giuseppe Bisogno, ha spiegato che dai rilievi effettuati da Polizia e Carabinieri (ma senza quelli delle Polizie Locali) i decessi per incidente stradale sono aumentati, da gennaio a settembre, di 36 unità facendo salire il totale delle vittime del periodo a 3.350, con una drammatica inversione della tendenza alla diminuzione evidenziata a partire dal 2000, quando i morti registrati furono oltre 7mila, poi scesi a 4.114 nel 2010. E’ chiaro che l’obiettivo fissato dall’Europa all’Italia – 2.057 morti nel 2020 – appare difficilmente raggiungibile. Alla luce di questi dati risulta evidente che mentre cresce la sicurezza attiva e passiva di auto e moto, la “testa” di chi è al volante o in sella non è altrettanto sicura. Le cause che sono alla base degli incidenti sono note: distrazione, guida in stato di ebbrezza e sotto gli effetti di stupefacenti. Ma, come ha sottolineato durante il #FORUMAutoMotive Giordano Biserni, presidente di Asaps – la popolare associazione degli Amici della Polizia Stradale – la vera ubriacatura è quella da smartphone, dalla lettura e dall’invio di sms e e-mail, azioni ad altissima pericolosità. Basti pensare che in soli 10 secondi trascorsi attaccati al telefonino viaggiando alla velocità di 50 km/h si percorrono 130 metri senza avere alcuna visione della strada. Questo tipo di infrazione, visto il numero di persone che utilizza lo smartphone guidando, viene purtroppo scarsamente rilevato dalle forze dell’ordine e dalle polizie locali e sarebbe dunque necessario, secondo Biserni, un drastico inasprimento delle sanzioni, che devono andare oltre la perdita di 5 punti della patente e arrivare fino al sequestro del mezzo e del cellulare. L’impegno della Stradale, ha comunque confermato il direttore del Servizio di Polstrada, Bisogno, si concretizzerà presto in un maggior numero di auto civetta, prive di contrassegni, con a bordo persone in abiti civili, ma certamente sanzioni più severe sono indispensabili e, per quanto riguarda l’uso del telefonino, dovrebbero arrivare al ritiro della patente già alla prima infrazione di questo tipo. Importanti novità sono in arrivo sul fronte della lotta alla guida sotto gli effetti di droghe perché la Polizia è stata finalmente autorizzata a far intervenire medici ai posti di blocco che, attraverso un prelievo di saliva del conducente, potranno stabilire la positività agli stupefacenti senza il complesso procedimento che attualmente prevede il trasferimento in ospedale del guidatore da controllare. Tornando al reato di omicidio stradale, a parlarne è anche Bartolomeo Giachino, sottosegretario ai Trasporti nell’ultimo governo Berlusconi. “Purtroppo – afferma – gli ultimi tre governi hanno impiegato quasi 5 anni, una enormità, per arrivare alla prima approvazione di un testo che i parenti giudicano ancora insufficiente anche se utile come deterrente. Un conto è proclamare, un conto è far approvare norme nuove”. Incrociamo le dita.

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