Barche battono auto. Si chiude così il 2015. Mentre da anni la filiera delle quattro ruote non riesce a ottenere quelle agevolazioni strutturali che consentirebbero al settore di rafforzarsi, grazie a una crescita delle immatricolazioni di veicoli dotati di motori di ultima generazione o alternativi (ibrido, elettrico, metano, Gpl), con ripercussioni positive per l’economia, l’ambiente e la sicurezza, ecco che Ucina Confindustria Nautica mette a segno un bel colpo: è di questi giorni la notizia dell’abolizione della tassa di possesso delle imbarcazioni. “E’ una importante vittoria dell’associazione – annuncia Ucina – che cancella un capitolo nero del Governo Monti, decisivo per la fuga di molte imbarcazioni all’estero e il crollo del mercato interno. Quanto successo è l’ulteriore riprova del confronto costruttivo dell’associazione con le forze politiche e il governo – le parole del presidente Carla Demaria – che arriva in un momento importante. Servirà a ridare fiducia al mercato”. Seguono i ringraziamenti ai parlamentari che hanno fatto “squadra”: i sottosegretari del Mef, Baretta e De Micheli, il presidente Pd alla Camera, on. Rosato, e l’on. Arlotti, e l’on. Garofalo (Ap).
C’è da chiedersi, a questo punto, come mai Ucina (e così anche il settore dei mobili, dopo la proroga delle detrazioni fiscali) ottiene e l’auto invece no, nonostante la sua centralità nel Sistema Paese. Da tempo è all’attenzione dell’esecutivo la proposta Unrae (sgravi fiscali a beneficio delle famiglia). Ma non si muove foglia.
Un contentino, in verità, c’è stato e riguarda le norme sul super-ammortamento: le spese per l’acquisto di beni strumentali (compresi quindi i veicoli per il lavoro) possano essere portate in ammortamento per il 140% del costo di acquisto. Ma non basta, nonostante i toni trionfali espressi dal ministro dello Sviluppo, Federica Guidi, dopo gli ultimi dati positivi del mercato.
Posso dare un consiglio a Unrae, Anfia e alle altre realtà della filiera automotive: si facciano spiegare da Ucina la ricetta che permette di sensibilizzare concretamente le stanze dei bottoni sui problemi del settore. Una profonda riflessione dev’essere fatta sulla frase contenuta nella nota di Ucina: ” …è l’ulteriore riprova del confronto costruttivo dell’associazione con le forze politiche e il governo…”. Per l’auto il confronto c’è stato in più occasioni, ma senza un seguito.

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