Luigi De Magistris, che quando era magistrato chiamavano “Giggino a manetta”, da sindaco di Napoli ha deciso di “ammanettare” le auto dei privati per 6 giorni, scimmiottando il collega milanese Giuliano Pisapia. L’ordinanza è semplicemente inutile e comprende le giornate del 2-3-4-5-7 e 8 gennaio (9-17 e 9-12 solo per il giorno 3). Graziata l’Epifania per evitare ulteriori incazzature da parte degli esercenti. Forse, visto che Napoli è sul mare e non in un imbuto come Milano, “Giggino” vuole dimostrare di essere più bravo di Pisapia che, tra l’altro, ha visto beffardamente calare le polveri sottili proprio nel giorno di riaccensione dei motori dopo i tre giorni di blocco. Una smacco completo per l’avvocato “arancione” e il suo fido assessore alla Mobilità, Pierfrancesco Maran. A pensare a risolvere il problema smog (principale responsabile, lo ricordiamo, è il riscaldamento delle case) è infatti, come sempre, madre natura. Stoppare il traffico è servito solo a liberare le strade (almeno le avessero lavate con cura nelle ore di fermo) e non a pulire l’aria come si è voluto far credere. E ora tocca a “Giggino”, ma la vera notizia, per la serie lo scoop è quando è il padrone a mordere il suo cane, sarà la risposta degli automobilisti partenopei. In una città (purtroppo non è l’unica in certe zone del Paese) dove l’uso del casco in moto è un optional, resta da vedere se l’ordinanza sarà rispettata e, soprattutto, fatta rispettare. A Milano, almeno, la Polizia locale ha fatto il suo dovere. Più che i risultati del blocco, sarà questa la vera prova del nove per De Magistris, davanti al Paese e non solo.

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