Il piano per la mobilità che la giunta di Milano, guidata da Giuliano Pisapia, finalmente (parere personale) agli sgoccioli del mandato, sta per presentare, contiene brutte sorprese per gli automobilisti. E quando parlo di automobilisti penso a coloro che utilizzano la macchina con coscienza (e non per fare 300 metri e quindi lamentarsi di non trovare poi un parcheggio o per scorrazzare lungo i vialoni). L’auto, come la moto, sono cose serie e possono diventare delle armi micidiali se usate impropriamente (frase che soleva ripetere l’ex ministro dei Trasporti, Pietro Lunardi, il “papà” della patente a punto). Comunque, il sindaco Pisapia e l’assessore Pierfrancesco Maran (finalmente in uscita, parere sempre personale, anche c’è il rischio di ritrovarsi Maran nel caso vincesse le prossime amministrative Beppe Sala) hanno deciso di ringraziare chi ha investito, per il rispetto dell’ambiente, nell’acquisto di una vettura ibrida o bi-fuel (metano oppure Gpl) impedendo in futuro a questi veicoli di entrare nell’Area C. E allora? Più soldi per le casse comunali! La gratuità, infatti, riguarderà le auto elettriche, che ci sono, ma sono ancora pochissime in mancanza di una politica europea, nazionale e locale concreta di incentivazione e di infrastrutture ad hoc. Ancora piste ciclabili, poi, a sfavore probabilmente di altri parcheggi o restringendo ancora le strade. E il traffico? Finirà per congestionare le zone a monte dove nulla sarà fatto per migliorare il servizio pubblico o allestire nuovi parcheggi, sicuri e riparati dalle intemperie. Un’eredità che ha il sapore di una dichiarazione di guerra. Spero, e lo ripeto di nuovo, che Aci Milano si incazzi e faccia qualcosa. E poi, dopo aver cercato di convincere le famiglie milanesi a ospitare profughi in cambio di un premio in denaro (che squallore! queste cose si fanno, nel caso, spontaneamente, e non a scopo di lucro), ecco l’ideona geniale di Maran anticipata da “Quattroruote”: tutti in bicicletta, offre il Comune di Milano. Il progetto promette un “rimborso” chilometrico a chi rinuncia all’auto e inforca le due ruote per andare al lavoro: la riprova di una visione a senso unico della mobilità sostenibile e poco interessata alla grande chance elettrica, scrive il mensile. Chissà se i tanti ricchi radical-chic milanesi del velocipede accetteranno l’obolo…

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