Solo pochi giorni fa avevo sentito Tom al telefono. Gli ho chiesto se poteva mettere un trafiletto su “InterautoNews”, il suo seguitissimo magazine sull’automotive, a proposito della nuova collocazione delle pagine Motori sul “Giornale”. E Tom è stato cordialissimo come suo costume. Mai avrei pensato di non risentirlo più. Tommaso è stato uno dei miei “padrini”, insieme ad altri big, come Athos Evangelisti, Ivo Alessiani e Claudio Nobis quando, più di vent’anni fa, mi ero timidamente e soprattutto casualmente affacciato a questo mondo. Mi ricordo la sorta di battesimo che mi fecero a New York, durante una cena con Gm Italia al Baglioni, al rientro dal Salone di Detroit: “Per il secondo anno è qui con noi un giovane, Bonora – disse Alessiani, alzandosi dalla sedia – Un bel segnale di rinnovamento”. E seguì il brindisi con l’allora ad Massimo Berni e il capo della comunicazione Luca Apollonj Ghetti. Che tempi. Che stile (ora è tutto cambiato). E che emozione. Ecco come ho conosciuto Tommaso. Lo ricorderò con tanto affetto come il “Gentiluomo del giornalismo”, un collega preparato, sincero, gentile, sorridente e sempre impeccabile, come si dovrebbe essere quando si partecipa a una conferenza stampa o ci si siede a cena da ospiti. Tom era molto stimato anche dai colleghi esteri. Con lui se ne va una parte del mondo nobile del giornalismo dell’auto.

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