Il tema della viabilità è al centro del dibattito elettorale che porterà al nuovo governo di Milano. E Stefano Parisi, candidato sindaco del centrodestra, sta giù affrontando il tema con pragmatismo e nel vero interesse dell’ambiente e di un trasporto pubblico più efficiente. Se la giunta uscente guidata da Giuliano Pisapia e con il “fondamentalista” anti-auto Pierfrancesco Maran ha soprattutto puntato con l’Area C a fare cassa (basta pagare 5 euro e accesso libero anche ai veicoli con motorizzazioni obsolete), si fa ora strada – come ha precisato Alan Rizzi, consigliere di Forza Italia – la filosofia del “chi più inquina più paga”, mantenendo lo stesso perimetro dell’Area C in vigore. Paradossalmente, con l’Area C attuale, i motori più “sporchi” hanno risparmiato la metà del prezzo rispetto alla “pollution charge” (Ecopass) introdotta dall’ex sindaco di Milano, Letizia Moratti. Quindi, Pisapia & C, con la scusa del provvedimento antismog, hanno solo arricchito le case comunali e, spazzando via parcheggi a iosa, aumentato il caos (una manna per i vigili e per il conto corrente del Comune) e i disagi. Del resto, nel piano Mobilità che la giunta attuale starebbe per varare vi è la piena dimostrazione di come gli inquilini di Palazzo Marino se ne freghino di chi, nel cambiare macchina, abbia optato per un’ibrida o una vettura Gpl/metano. Fuori i soldi, a quel punto, anche da questi automobilisti se vorranno accedere all’Area C, per di più estesa rispetto al perimetro di oggi. E casse comunali sempre più all’ingrasso grazie ai soliti noti (gli automobilisti).
Il progetto del centrodestra, invece, intenderebbe di riflesso favorire – sempre che lo Stato apra finalmente le orecchie, ma lo dovrà fare per forza – il ricambio del parco circolante. I fatti, dunque, e non la pura demagogia, nell’interesse della città e di tutti gli utenti della strada.

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