E’ passata più di una settimana dal primo #FORUMAutoMotive del 2016, svoltosi lunedì 14 marzo a Milano. Anche questa volta l’evento organizzato dal “serbatoio di idee“ a favore della mobilità a motore, ha lasciato un’importante traccia. E non solo per come si sono sviluppati i dibattiti sulla comunicazione nel mondo dell’automotive, con i new media sempre più considerati e aggressivi ma non regolamentati e a rischio di sfruttamento (un giovane aspirante giornalista è spesso ampiamente sottopagato), e sul futuro del Saloni dell’auto in Italia (il Motor Show di Bologna tornerà ufficialmente in dicembre)
La sera del 13, invece, il “serbatoio di idee” ha riunito attorno a un tavolo, con l’eurodeputato Stefano Maullu e l’economista Claudio Borghi, i rappresentanti della filiera. Dal dibattito sui problemi della mobilità a due, quattro e otto ruote (i Tir), è uscita una proposta da parte del prof. Borghi, che ricopre il ruolo di capo della Direzione economica della Lega. L’invito a un esponente della filiera, in rappresentanza delle altre associazioni, a entrare nella Direzione allo scopo di portare all’attenzione dei membri (sono presenti esperti dei vari settori dell’economia, non necessariamente iscritti al partito) le questioni più urgenti da risolvere in tema di automotive.
La differenza rispetto alle tante altre iniziative volute da esponenti politici, rivelatesi poi puntualmente inconcludenti e solo una perdita di tempo e uno spreco di denaro tra trasferte, pranzi, ecc, è che questa volta la filiera ha la possibilità di entrare nell’anticamera di una delle stanze dei bottoni. E, se sarà forte e unita, avrà modo di portare all’attenzione del Parlamento, saltando inutili tavoli, le proprie istanze che mirano a favorire lo svecchiamento del parco circolante, il più obsoleto d’Europa, e incentivare una mobilità veramente “green”.
A distanza di oltre una settimana, al di là di una autocandidatura, dalla filiera non è arrivato alcun segnale. Silenzio assoluto, nonostante le puntuali relazioni su quanto è accaduto a #FORUMAutoMotive e i lanci delle principali agenzie di stampa. Zero, tutti zitti. Eppure l’invito del prof. Borghi rappresenta un fatto importante: è la prima volta che una forza politica “apre” le porte alla filiera. Si tratta di far capire cosa c’è bisogno realmente. Ed è allo stesso tempo sconcertante vedere come, nelle stanze dei bottoni, nonostante anni di strombazzamenti, poco o nulla è filtrato. Significa mancanza di incisività, debolezza. Ecco perché #FORUMAutoMotive sollecita la filiera a dare una risposta, a trovarsi e a indicare un nome, una presenza che potrà ruotare periodicamente così da accontentare tutti. Sarebbe un segnale forte della tanto auspicato unità d’intenti: Trovare uno-due problemi di interesse comune e portarli avanti, senza mollare un colpo.
Risponderà la filiera? Ce lo auguriamo, altrimenti avanti chi si è autocandidato.

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