Un’altra lezione di concretezza dalla Germania (lasciamo perdere, per una volta, le polemiche sul dieselgate e tutto quello che ne è derivato). Il governo tedesco – seguendo l’esempio di altri Paesi – vuole promuovere le auto elettriche e i modelli ibridi, istituendo incentivi per chi le acquisterà. Si prevedono bonus fino a 5.000 euro per chi preferirà un veicolo di questo tipo. I «premi» varrebbero fino al giugno 2018, successivamente saranno a ridotti a 3.000-2000 euro. I costi dell’operazione sarebbero condivisi: il governo sarebbe pronto a investire circa 1 miliardo di euro, dicono le prime indiscrezioni, mentre l’industria dell’auto investirebbe 600 milioni.
Se si vogliono fare le cose, si fanno. Punto. In Italia siamo ancora alle chiacchiere, ai progetti e alle richieste petulanti di attenzione, formulate ogni mese dalle associazioni di categoria, su questi temi da parte del governo. Poniamoci questa domanda: perché là sì e da noi no? E’ forse perché il Gruppo Fca è in ritardo, per sue scelte, su queste tecnologie? Se è vero, lo si dica senza remore. E si apra un dibattito costruttivo. Sussurri e grida nei corridoi delle Case auto non servono a nulla. Il decollo della mobilità elettrica dipende solo dal sostegno che Stato e costruttori possono assicurare all’acquisto di queste vetture. In Germania, nei giorni scorsi, è stata la cancelliera Angela Merkel a sollevare il problema. In Italia si parla soltanto e la mobilità elettrica (l’industria del settore è pronta e continua a migliorare i suoi prodotti) serve solo per le campagne elettorali.

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