La politica dei controsensi. Da una parte, dopo anni e un sacco di vittime, viene approvato il reato di omicidio stadale. Ci voleva, anche se ci si dovrebbe mettere ancora mano, come riconosciuto da più parti,  per sistemare una serie di situazioni poco chiare e che possono indurre – come ci ha recentemente detto il presidente dell’Aci, Angelo Sticchi Damiani – la persona che ha causato l’incidente a non prestare soccorso e fuggire per paura di essere arrestata, con tutto quello che ne consegue. Da una parte questo, dicevo, dall’altra il via in  Parlamento alla discussione sulla liberalizzazione della cannabis. E’ vero che ci sono molti paletti, ma una cosa del genere (anche se sarebbe vietato) porterebbe tante persone a mettersi al volante “fatte”.  “E’ proibito guidare per chi ha assunto la cannabis”, ha risposto alle mie osservazioni negative un deputato del Pd. Tutto vero. Ma è come dire a una persona di non guidare dopo aver bevuto più del lecito o essersi fatto una bella pera. E’ vietato severamente, ma quanti si mettono al volante lo stesso? Una legge del genere sarebbe, a mio parere, un disastro. E ha ragione, per una volta, l’ex ministro Maurizio Lupi, il quale si è schierato apertamente contro la cannabis liberalizzata, “in quanto non bisogna drogarsi e tutta la droga fa male”. Io dico no alla cannabis libera.

Tag: , , , , , , ,