La sciagura stradale che ha visto protagonista un camionista slovacco di 63 anni che, con il suo “bestione”, ha travolto una vettura uccidendo due adulti e lasciando i loro tre piccoli in condizioni disperate, deve far riflettere. L’incidente è accaduto sulla Torino-Milano. L’autista, uno dei tanti in arrivo dall’Est e pagato 500 euro al mese, era ubriaco fradicio. Allo stato pietoso in cui gli agenti della Stradale lo hanno trovato e arrestato, è da aggiungere il fatto che aveva percorso circa 1.300 chilometri in 48 ore e doveva guidare per altri 400 chilometri prima di raggiungere la meta, Pordenone.
Ancora una volta, soltanto alla luce di una tragedia, il problema torna alla ribalta. Ma quanti sono i camionisti stranieri ingaggiati per uno stipendio misero che si mettono alla guida di camion sulle nostre strade e autostrade, senza che il datore di lavoro si accerti sul loro stato psico-fisico e sul comportamento solitamente tenuto alla guida? Si parla di circa 10.000, in costante aumento negli ultimi cinque anni. Per la maggior parte proverrebbero da altri lavori. Costano poco (500 euro al mese) e non si fanno problemi a macinare chilometri su chilometri (basta manomettere il cronotachigrafo). Le provenienze: Slovacchia, Serbia, Romania, Bulgaria. Oltre ad alzare il gomito, non osservano i normali turni di riposo. Insomma, si comportano da “fuorilegge”, nuocendo dramaticamente all’immagine della categoria, di coloro che svolgono il lavoro seriamente e rispettando le regole. Eppure viaggiano, con la complicità di chi accetta di ingaggiarli. Il problema non è nuovo. Franco Fenoglio, presidente di Unrae Veicoli Industriali, lo aveva denunciato fin dallo scorso anno attraverso lo studio “L’esodo dell’autotrasporto: cause, conseguenze e rimedi”. Un capitolo di questo studio riguardava proprio il costo del lavoro: “Il costo di un autista in Italia supera anche quello rilevato nell’Ovest Europa, dove è già garantito il salario minimo europeo”. In Italia un autista costa 60.200 euro l’anno, nell’Ovest Europa 40.500 e nella fascia Est 26.000. Da qui l’invito di Unrae Veicoli Industriali “ad adottare un salario minio armonizzato a livello europeo onde evitare il cosiddetto dumping sociale”. Ma non se ne è fatto niente e le tragedie continuano. A regnare sono caos e anarchia. Il mondo della logistica deve cambiare strada, imboccando quella di una maggiore trasparenza. E visto che la riforma del Codice della strada è ancora in discussione, sarebbe il caso di inserire una legge che aumenti i controlli su chi si mette alla guida dei “bestioni”, partendo proprio dalle aziende che che li assoldano, con provvedimenti severi a carico di chi sgarra, sia da una parte sia dall’altra. Questa pericolosa e vergognosa”tratta” di camionisti low cost dall’Est deve finire, per il bene di tutti.

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