Dalla speranza e quasi certezza, alla delusione condita di rabbia. Ancora una volta il settore delle quattro ruote, in questo caso quello dei veicoli commerciali e industriali, viene penalizzato. L’illusione che il super ammortamento al 140 per cento che tanto bene aveva fatto al comparto nel 2015 fosse riproposto, tale e quale, in occasione del “Piano nazionale industria 4.0”  è di fatto rimasta tale. Il provvedimento, introdotto dalla Legge di stabilità 2016, è previsto ancora, ma nella misura del 120 per cento. Da qui il disappunto degli addetti lavori. Il provvedimento serve ad agevolare gli investimenti produttivi delle imprese, grazie a un’accelerazione del processo di ammortamento fiscale del cespite in oggetto. In pratica, le aziende che investono in beni strumentali hanno potuto finora ammortizzare fiscalmente il bene al 140 per cento in luogo del 100 per cento. Ma non sarà più così. Il governo ha tradito la fiducia del settore, colpito in contropiede. Mai fidarsi. La guardia deve essere tenuta costantemente alta. La minima disattenzione si paga. Commenti di disappunto arrivano intanto dalla filiera. Franco Fenoglio, presidente di Unrae Veicoli Industriali: “La conseguenza della rimodulazione del super-ammortamento sarà un’anticipazione della domanda di veicoli industriali nei prossimi mesi, con un inevitabile calo all’inizio del 2017 e un impatto non trascurabile. Le aziende produttrici dei veicoli di trasporto merci hanno investito somme ragguardevoli in sviluppo tecnologico del prodotto, tanto da essere oggi in grado di offrire sul mercato veicoli che non solo rispondono alle più avanzate norme sull’inquinamento e sulla sicurezza, ma già prefigurano un futuro ormai prossimo, nel quale si dovrà dare attenzione prioritaria alla sostenibilità economica e ambientale come condizione indispensabile per rendere competitive le imprese italiane di trasporto. Facciamo anche notare, tuttavia, che la riduzione al 120% della maggiorazione del super-ammortamento per i veicoli e altri mezzi di trasporto penalizza ingiustamente solo questa categoria di beni strumentali, a cui è stato riservato un trattamento non paritario nell’ambito di una politica di ammodernamento delle strutture produttive trasversale ai vari settori. Del superammortamento beneficiano, infatti, gli utilizzatori finali, in questo caso le imprese che impiegano i veicoli come beni strumentali d’impresa (ad esempio le imprese di autotrasporto e le Ami dotate di piccole flotte”. Dello stesso tenore l’intervento di Aurelio Nervo, presidente di Anfia, che rappresenta la filiera automotive italiana. L’ennesima scoppola, dunque. Mai fidarsi.

 

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