Questo il testo di una nota stampa del Codacons inviata alle redazioni: “Il Codacons rilancia la proposta di estendere l’Area C in tutta la città di Milano, provvedimento resosi necessario anche dalla presenza massiccia dei cantieri della metropolitana relativa alla linea M4 soprattutto nel centro cittadino. I dati delle emissioni inquinanti sono oltre i limiti di legge anche quest’anno. Come purtroppo è capitato anche in tutti gli anni precedenti i valori di pm 2.5 e pm 10 presenti nell’aria milanese sono elevatissimi – afferma il Presidente del Codacons, Marco Maria Donzelli – in più i nuovi cantieri della linea M4 della metropolitana stanno creando una congestione di traffico difficile da gestire e causando disagi enormi per tutti i commercianti. La soluzione la suggerisce da tempo l’Associazione: estendere l’Area C in tutta la città di Milano, con diminuzione di incidenti, traffico ed emissioni inquinanti”.
Sul fatto che dal prossimo anno gli ingressi nell’Area C di Milano saranno rivisti, con il divieto esteso anche ai diesel Euro 4, e il pagamento del ticket allargato ai veicoli “green” a Gpl e metano (una vera beffa verso chi ha investito in queste motorizzazioni ecologiche, soprattutto coloro che usano la macchina per motivi di lavoro), ecco l’irruzione singolare del Codacons. L’associazione di consumatori auspica l’estensione dell’Area C a tutta Milano e, allo stesso tempo, cade nello stesso paradosso di Palazzo Marino: nessuna proposta di come orchestrare il traffico in ingresso alla città. Chi non può o non vuole pagare il ticket dove metterà la macchina, visto che non si parla di un piano di nuovi parcheggi esterni o di un loro potenziamento? Bella difesa dei consumatori, questa del Codacons, visto che se la sua idea dovesse passare, non farebbe altro che penalizzare migliaia di persone che arrivano tutte la mattine a Milano, i cioè i pendolari forzati delle quattro ruote. La discriminazione sarebbe evidente. Fatto salvo che anche il traffico ha le sue responsabilità per quanto riguarda l’inquinamento, e che continua a mancare una seria politica che porti veramente a una mobilità “green” nel Paese, voglio vedere se tra qualche mese il Codacons avrà il coraggio di chiedere lo spegnimento degli impianti di riscaldamento dei condomini a Milano causa inquinamento. Prendersela sempre con le auto, senza avanzare soluzioni alternative, è troppo facile, caro presidente Donzelli.

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