Se da una parte le associazioni che compongono la nutrita filiera italiana dell’automotive continua a denunciare vessazioni fiscali, promesse disattese, ritardi e carenze infrastrutturali, norme in sospeso; dall’altra, la politica recita un singolare mea culpa. Qualche esempio: «In Commissione manca la conoscenza reale dei problemi», «A livello politico manca un piano della mobilità concreto, i soggetti della filiera facciano richieste più precise per aiutare la politica», «La filiera non si muove compatta, mentre dovrebbe presentarsi come unico interlocutore dei politici». A questo punto si evince come i continui appelli a un maggior ascolto delle istanze, i fiumi di parole nonché […]