{"id":101,"date":"2013-09-16T07:45:32","date_gmt":"2013-09-16T05:45:32","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/?p=101"},"modified":"2013-09-26T14:19:03","modified_gmt":"2013-09-26T12:19:03","slug":"101","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2013\/09\/16\/101\/","title":{"rendered":"Il cinguettio della vanit\u00e0 secondo Franzen"},"content":{"rendered":"<p>Oggi siamo finalmente venuti a sapere qual \u00e8 il male assoluto che pu\u00f2 minare le basi della letteratura. Quella con la L \u00a0maiuscola. Quella, per intenderci, che tentiamo (con la modestia delle nostre capacit\u00e0) di promuovere in questo blog. Lo scrittore <strong>Jonathan Franzen<\/strong>, acclamato a suo tempo da <em>Time<\/em> come \u201cuno dei pi\u00f9 grandi romanzieri americani della sua generazione\u201d, si scaglia contro Amazon, il colosso della vendita di libri online, accusando il suo fondatore, <strong>Jeff Bezos<\/strong> di pubblicare solo autori \u201cchiacchieroni, vanitosi e <em>tweeter<\/em>\u201d ovvero \u201ccinguettanti\u201d. \u00a0Come a dire che \u00e8 la vanit\u00e0 di chi frequenta i <em>social network<\/em> e di chi si autopromuove ad aver infettato, forse irrimediabilmente, la letteratura. Secondo Franzen, Bezos, che ha accumulato una fortuna personale di 20 miliardi di dollari, trasformando Amazon da una semplice libreria online, in un colosso dei media e dell\u2019editoria, non pu\u00f2 essere paragonato all\u2019Anticristo, \u201cma sicuramente assomiglia a uno dei quattro cavalieri dell\u2019Apocalisse\u201d, nel senso che sta distruggendo la cultura letteraria\u201d. \u201cAmazon &#8211; scrive Franzen in un articolo pubblicato dall\u2019inserto letterario del <em>Guardian<\/em> &#8211; vuole un mondo in cui i libri siano autopubblicati dagli autori o pubblicati solo dalla stessa Amazon, con lettori dipendenti dalle scelte di Amazon e con autori responsabili della loro stessa promozione\u201d. Nello stesso articolo (quasi un mini saggio), l\u2019autore delle <em>Correzioni<\/em> e di <em>Libert\u00e0 <\/em>(Einaudi) mette le mani avanti di fronte a possibili accuse di luddismo o misoneismo. La sua tesi \u00e8 che un agente cos\u00ec forte come Amazon rischia di connotare prima e condizionare poi non solo il mercato ma anche il gusto dei lettori e quello degli scrittori stessi. E poi passa a descrivere un\u2019epoca, la nostra, saturata dalle informazioni, resa frenetica dalla tecnologia e con l\u2019impronta gi\u00e0 evidente di un\u2019incipiente apocalisse. E come medicina propone <strong>Karl Krauss<\/strong>. Lo scrittore austriaco \u00e8 un\u2019ottima cura omeopatica, visto che la sua satira e la sua pubblicistica avevano il ritmo dei blog di oggi, l\u2019irriverenza di una mente arguta e soprattutto la profondit\u00e0 che latita ormai da parecchio nel mondo intellettuale. Franzen si lamenta che oggi non ci siano personaggi come Krauss e che la superficialit\u00e0 e leggerezza dei protagonisti della scena letteraria sia il frutto pi\u00f9 che la causa di un movimento teso a impoverire le capacit\u00e0 culturali dei potenziali lettori. In questo senso Bezos \u00e8 il bersaglio pi\u00f9 facile a cui mirare. Per\u00f2 proprio per questo ci sembra un po\u2019 troppo semplice prendersela con il \u201cmodello Amazon\u201d, che tra l\u2019altro contribuisce non poco alla fortuna dello stesso Franzen, dal momento che vende per corrispondenza \u2013 e con evidente successo \u2013 tutti i libri dello scrittore americano. Perch\u00e9 curarsi della vanit\u00e0 degli altri quando si \u00e8, come Franzen, premiato il giusto per un\u2019indubbia capacit\u00e0 letteraria? Gi\u00e0 <strong>Marc\u2019Aurelio<\/strong> si lamentava ai suoi tempi della vanit\u00e0 altrui e della propria inclinazione a considerarla. \u201cQuanto tempo risparmia chi non sta a guardare quello che dice o fa o pensa il suo vicino\u201d. Ecco. Regaliamo questa massima a Jonathan Franzen e gli indichiamo le <em>Riflessioni<\/em> dell\u2019imperatore-filosofo come alternativa ancor oggi valida ai pur validissimi aforismi di Krauss (raccolti da Adelphi in <em>Detti e contraddetti<\/em>). E pensare che lo stesso Franzen nell\u2019articolo cita un aforisma molto noto dell\u2019autore austriaco. Giusto per mostrare al lettore del <em>Guardian<\/em> l\u2019acume di cui questi era capace. Un aforisma che \u2013 a ben guardare \u2013 tradisce anche tutto il limite del ragionamento troppo introflesso dello stesso Franzen. \u201cLa psicanalisi \u2013 scriveva Krauss \u2013 \u00e8 quella malattia della mente per la quale crede di essere la cura\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Oggi siamo finalmente venuti a sapere qual \u00e8 il male assoluto che pu\u00f2 minare le basi della letteratura. Quella con la L \u00a0maiuscola. 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