{"id":1015,"date":"2018-04-02T08:00:01","date_gmt":"2018-04-02T06:00:01","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/?p=1015"},"modified":"2018-04-02T18:05:58","modified_gmt":"2018-04-02T16:05:58","slug":"sommersi-e-salvati-leterno-dubbio-di-chi-stila-classifiche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2018\/04\/02\/sommersi-e-salvati-leterno-dubbio-di-chi-stila-classifiche\/","title":{"rendered":"Sommersi e salvati, l&#8217;eterno dubbio di chi stila classifiche"},"content":{"rendered":"<p>Sui social \u00e8 la moda del momento. Le classifiche stanno invadendo ogni spazio di dibattito e confronto. I primi dieci film, i primi dieci dischi, i primi dieci attori\u2026. e soprattutto \u2013 per quel che ci riguarda \u2013 i primi dieci libri. Ma non solo. C\u2019\u00e8 chi restringe il campo: i primi dieci romanzi. E gi\u00f9 gi\u00f9 fino ai primi dieci romanzi italiani dal \u201845 a oggi. Mi sono imbattuto pochi giorni fa nel risultato di un gioco di societ\u00e0 consumato tra scrittori affermati e addetti ai lavori. Riuniti di fronte a un tavolo per una cena tra amici, si sono divertiti a tirar gi\u00f9 l\u2019elenco dei titoli pi\u00f9 amati e soprattutto considerati pi\u00f9 importanti.<strong> Leonardo Colombati<\/strong> (del quale \u00e8 appena uscito per <strong>Mondadori<\/strong> l\u2019ultimo romanzo <em>Estate)<\/em>, ha fatto di pi\u00f9 che sgranare il suo rosario novecentesco davanti agli amici. Ha pubblicato un post con tanto di foto di gruppo per le copertine della sua personale top ten. E da l\u00ec \u00e8 seguito il prevedibile dibattito. Perch\u00e9 non ci si sottrae mai quando sono in gioco i propri gusti. Pi\u00f9 facile dire: \u201cecco la mia lista\u201d piuttosto che articolare un dibattito storico-letterario su canoni e poetiche. E comunque \u00e8 sempre in agguato chi nota l\u2019imperdonabile assenza del Maestro, oppure chi subdolamente fa notare che ci sono \u201cminori\u201d che meriterebbero almeno di comparire al fondo dell\u2019elenco. <strong>Renzo Paris<\/strong>, per esempio, ha mostrato tutta la sua indignazione per le assenze di <strong>Pasolini<\/strong> e di <strong>Moravia<\/strong>. Aggiungendo che non ci possono essere classifiche sui dieci romanzi del secondo Novecento che non contengano questi autori. Inutile qui, dar conto di tutti i commenti e le prese di posizione. Ognuno ha la sua lista. Semmai \u00e8 utile capire il perch\u00e9 di questi elenchi. Certo, Colombati ha detto che si tratta di un gioco di societ\u00e0, niente di serio. Purtuttavia la sua lista \u00e8 stata pubblicata e proprio quella lista ha scatenato dibattito e polemiche. Quindi, tanto vale capire quale sia il motivo di tanto entusiasmo o almeno di tanto calore. A mio avviso l\u2019autorit\u00e0 del proponente fa la differenza. Se \u00e8 un addetto ai lavori a sciorinare la sua lista, \u00e8 la sua stessa <em>auctoritas<\/em> a fornire valore all\u2019elenco. Se al suo interno, poi, troviamo titoli di autori \u201cminori\u201d, questi entreranno per un attimo nel cerchio di luce dell\u2019occhio di bue. E porteranno tutti a fare i conti con romanzi \u201cinaspettati\u201d o almeno dimenticati. Prendiamo, per esempio, l\u2019elenco di Colombati. Oltre ai prevedibili <strong>Gadda<\/strong> (<em>La cognizione del dolore<\/em>),<strong> Calvino<\/strong> (<em>Il barone rampante<\/em>), <strong>Tomasi di Lampedusa<\/strong> (<em>Il Gattopardo<\/em>) e <strong>Primo Levi<\/strong> (<em>La tregua<\/em>), compaiono anche <strong>Mario Soldati<\/strong> (<em>Lo smeraldo<\/em>) e <strong>Mario Pomilio<\/strong> (<em>Il quinto evangelio<\/em>). Ora dovr\u00f2 andare a cercarli, avendo letto dei due scrittori altri titoli pi\u00f9 conosciuti. L\u2019<em>auctoritas<\/em> in questo caso fa la differenza. Mi incuriosisce il fatto che su tanti romanzi siano proprio questi a entrare per Colombati nella cerchia ristretta dei capolavori. A dispetto ad esempio di Moravia, <strong>Testori<\/strong>, <strong>Manganelli<\/strong> <strong>Cassola<\/strong>, ecc\u2026. Questo \u00e8 l\u2019unico motivo per cui seguo con attenzione queste classifiche. Badando poco a tutti quelli che lamentano \u201cassenze importanti\u201d. Perch\u00e9 se \u00e8 vero che questi elenchi dicono molto di noi e poco del canone \u00e8 pure vero che i ripescaggi dei minori restano una delle pagine pi\u00f9 elettrizzanti della nostra storia letteraria collettiva. Perch\u00e9 siamo tutti d\u2019accordo su Gadda e Tomasi di Lampedusa, meno sul fatto di sacrificare Moravia per il Soldati dello <em>Smeraldo<\/em>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ps<\/p>\n<p>Non vorrei dare l\u2019idea di essere cos\u00ec basso profilo da non pubblicare il mio \u201celenco\u201d (romanzi italiani usciti dopo il 1945).<\/p>\n<p>Eccolo qui: <em>La cognizione del dolore<\/em> (Gadda),<em> Il Gattopardo<\/em> (Tomasi di Lampedusa), <em>La tregua<\/em> (Primo Levi), <em>La vita agra<\/em> (<strong>Bianciardi<\/strong>), <em>La giornata di uno scrutatore<\/em> (Calvino), <em>Horcynus Orca<\/em> (<strong>D\u2019Arrigo<\/strong>), <em>Il partigiano Johnny<\/em> (<strong>Fenoglio<\/strong>), <em>El especialista de Barcelona<\/em> (<strong>Busi<\/strong>),<em> Crampi<\/em> (<strong>Lodoli<\/strong>), <em>Memoriale<\/em> (<strong>Volponi<\/strong>)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Sui social \u00e8 la moda del momento. Le classifiche stanno invadendo ogni spazio di dibattito e confronto. I primi dieci film, i primi dieci dischi, i primi dieci attori\u2026. e soprattutto \u2013 per quel che ci riguarda \u2013 i primi dieci libri. Ma non solo. C\u2019\u00e8 chi restringe il campo: i primi dieci romanzi. E gi\u00f9 gi\u00f9 fino ai primi dieci romanzi italiani dal \u201845 a oggi. Mi sono imbattuto pochi giorni fa nel risultato di un gioco di societ\u00e0 consumato tra scrittori affermati e addetti ai lavori. Riuniti di fronte a un tavolo per una cena tra amici, si [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2018\/04\/02\/sommersi-e-salvati-leterno-dubbio-di-chi-stila-classifiche\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1023,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[35863,35914,36016],"tags":[29938,52803,43814,7636,281394,281395,48957,13599,281397,82351],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1015"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1023"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1015"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1015\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1019,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1015\/revisions\/1019"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1015"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1015"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1015"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}