{"id":1038,"date":"2018-07-06T17:04:07","date_gmt":"2018-07-06T15:04:07","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/?p=1038"},"modified":"2018-07-06T18:55:41","modified_gmt":"2018-07-06T16:55:41","slug":"il-filatelico-di-via-arenula-e-la-migliore-invenzione-di-malerba","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2018\/07\/06\/il-filatelico-di-via-arenula-e-la-migliore-invenzione-di-malerba\/","title":{"rendered":"Il filatelico di via Arenula \u00e8 la migliore invenzione di Malerba"},"content":{"rendered":"<p>La vittoria di <strong>Helena Janeczek<\/strong> al <strong>Premio Strega<\/strong> con il romanzo <em>La ragazza con la Leica <\/em>(<strong>Guanda<\/strong>) \u00e8 stato salutato non soltanto come l\u2019affermazione di una scrittrice dopo tanti anni, ma anche come l\u2019affermazione del testo pi\u00f9 sperimentale tra quelli in concorso. Soprattutto quest\u2019ultima constatazione mi porta a pensare a <strong>Luigi Malerba<\/strong> che il Premio Strega non l\u2019ha mai vinto. A cinque anni dalla scomparsa dello scrittore emiliano, arriva in libreria <em>Sull\u2019orlo del cratere <\/em>(<strong>Mondadori<\/strong>), raccolta di racconti cui l\u2019autore stava lavorando prima di morire. Giochi linguistici, capovolgimenti di senso, \u201cparadossi irresistibili\u201d che segnano la cifra della poetica e del lavoro letterario che Malerba ha portato avanti per tutta la vita.\u00a0 Ingredienti che si ritrovano insomma in tutta la sua produzione. A cominciare dal suo debutto come romanziere, nel 1966 con <em>Il serpente<\/em>.\u00a0Se proprio non potete prendere il Meridiano a lui dedicato dalla Mondadori con un imperdibile saggio di <strong>Walter Pedull\u00e0<\/strong>, regalatevi come lettura estiva proprio\u00a0\u00a0<em>Il serpente<\/em>.\u00a0 Risente in pieno del clima sperimentale della neoavanguardia pur evitando di cadere nella trappola ideologica del falso conflitto tra letteratura impegnata e letteratura d\u2019evasione. Nel romanzo, infatti, Malerba ci offre una prova esilarante e convincente di uno sperimentalismo tutto linguistico e centrato sulle potenzialit\u00e0 dell\u2019organizzazione del testo. Il protagonista del <em>Serpente <\/em>\u00e8 infatti un mistificatore. Un uomo che, forse, ha raccontato al lettore un sacco di menzogne. Sbugiardato a fine libro dallo stesso autore. \u00a0Il nostro antieroe gestisce un piccolo negozietto di francobolli in via Arenula. La sua passione per la musica lo porta a iscriversi a un coro amatoriale che si riunisce in una palestra del rione Prati, dietro piazza Cavour. Qui conosce una bella ragazza di nome Miriam. Alla fine, la gelosia lo indurr\u00e0 a una soluzione molto cruenta: il cannibalismo. Come ha scritto <strong>Angelo Guglielmi<\/strong> in un suo recente articolo, quella raccontata ne <em>Il serpente<\/em> \u00e8 \u201cuna trafila di accadimenti inesistenti e pur terribili, legati da una logica inesorabile\u201d. Ed \u00e8 quando l\u2019omicida, cio\u00e8 il narratore, vuole autodenunciarsi che i nodi della finzione letteraria arrivano al pettine. I dubbi su cui lavora il commissario chiamato a investigare non riguardano l\u2019identit\u00e0 del vero colpevole, bens\u00ec l\u2019identit\u00e0 della vittima. Insomma, tutta la storia finisce per rivelarsi come l\u2019invenzione di un mitomane. Ma \u00e8 Malerba stesso a denunciarlo. E le prime crepe della logica stringente riguardano addirittura le modalit\u00e0 dell\u2019assassinio. Il filatelico cannibale avrebbe prima avvelenato col cianuro la sua vittima e poi l\u2019avrebbe mangiata. \u201cSe i fatti fossero andati come dice lei, adesso non starebbe qui a raccontarli, sarebbe morto anche lei. A questo non avevo pensato. Mi ero gi\u00e0 contraddetto pi\u00f9 volte sull\u2019ora, sul luogo, sul colore degli occhi\u201d. \u00a0Arrivati a questo punto la confessione diventa metaletteraria. E il filatelico \u00e8 costretto ad ammettere: \u201cIo scrivo Miriam, ma non si tratta di Miriam, si tratta di una parola, di niente. Chi la legge non capisce. Allora cancello tutto e ricomincio da capo\u201d. Fino alla resa finale: \u201cA forza di parlare di raccontare, mi crederanno un impostore, un visionario. Ho fatto una cosa incredibile, ma qualche volta la verit\u00e0 \u00e8 incredibile, non sta n\u00e9 in cielo n\u00e9 in terra\u201d.\u00a0 Oggigiorno non capita spesso di imbattersi in romanzi che mettano in discussione il canone, che soprattutto misurino le capacit\u00e0 di resistenza della stessa logica narrativa. Per non parlare poi delle ancor oggi valide domande metaletterarie alla Pirandello sulla esistenza e consistenza dei personaggi di carta. Un romanzo come questo, insomma, pu\u00f2 soltanto fare la felicit\u00e0 del lettore goloso, desideroso di sfide di intelligenza. Anche se il\u00a0 romanzo in questione non ha vinto il premio Strega.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La vittoria di Helena Janeczek al Premio Strega con il romanzo La ragazza con la Leica (Guanda) \u00e8 stato salutato non soltanto come l\u2019affermazione di una scrittrice dopo tanti anni, ma anche come l\u2019affermazione del testo pi\u00f9 sperimentale tra quelli in concorso. Soprattutto quest\u2019ultima constatazione mi porta a pensare a Luigi Malerba che il Premio Strega non l\u2019ha mai vinto. A cinque anni dalla scomparsa dello scrittore emiliano, arriva in libreria Sull\u2019orlo del cratere (Mondadori), raccolta di racconti cui l\u2019autore stava lavorando prima di morire. Giochi linguistici, capovolgimenti di senso, \u201cparadossi irresistibili\u201d che segnano la cifra della poetica e del [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2018\/07\/06\/il-filatelico-di-via-arenula-e-la-migliore-invenzione-di-malerba\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1023,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[35863,35914,34308,7532,36016],"tags":[281425,17906,281422,281423,281421,35870,15831,54515,281424],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1038"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1023"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1038"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1038\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1041,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1038\/revisions\/1041"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1038"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1038"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1038"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}