{"id":1043,"date":"2018-07-28T13:12:14","date_gmt":"2018-07-28T11:12:14","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/?p=1043"},"modified":"2018-07-28T17:05:15","modified_gmt":"2018-07-28T15:05:15","slug":"metti-gogol-a-piazza-vittorio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2018\/07\/28\/metti-gogol-a-piazza-vittorio\/","title":{"rendered":"Metti Gogol\u2019 a piazza Vittorio"},"content":{"rendered":"<p>La prima cosa che mi \u00e8 venuta in mente leggendo <em>Le anime morte<\/em> di <strong>Nikolaj Gogol\u2019<\/strong> \u00e8 una leggenda metropolitana che negli anni Novanta serpeggiava nelle nostre grandi citt\u00e0. Riguardava i cinesi. Questa leggenda metropolitana li descriveva come immortali. Nel senso che nessuno di loro moriva ufficialmente perch\u00e9 i suoi documenti erano necessari per altri che sarebbero arrivati pi\u00f9 o meno clandestinamente dopo di lui. E la controprova di questo ragionamento era la semplice e ingenua domanda: \u201cHai mai visto il funerale di un cinese?\u201d Personalmente no. Ma non ho mai visto nemmeno il funerale di un neozelandese, di un portoghese o di un croato, quindi non mi sento di avallare o dar credito a queste dicerie. Forse, se Nikolaj Gogol\u2019 fosse vivo oggi e vivesse dalle parti di piazza Vittorio a Roma (citt\u00e0 che peraltro lo scrittore russo ha frequentato a lungo e dove ha anzi materialmente scritto buona parte delle Anime morte) approfitterebbe di questa leggenda metropolitana per scrivere un grande affresco satirico sul melting pot, sulla credulit\u00e0 popolare (che oggi \u00e8 ben alimentata dal fenomeno delle fake news), sulla lentezza e goffaggine della macchina burocratica e sulla conseguente corruzione.<br \/>\nQuindi, se dovessi mettere il romanzo (un classico della letteratura russa del XIX secolo) nelle mani di un ragazzo, farei questa premessa: \u201cGuarda qui. Le cose non sono poi tanto cambiate da allora: ci sono ancora i profittatori, i creduloni, gli avidi, e gli inetti. E la societ\u00e0 russa dell\u2019epoca non era poi tanto diversa da quella in cui viviamo noi oggi\u201d. Se il ragazzo in questione sollevasse obiezioni come \u201callora perch\u00e9 non leggere un romanzo di oggi sullo stesso tema, invece di quello scritto da un russo due secoli fa?\u201d Risponderei semplicemente: \u201cE\u2019 scritto meglio. E\u2019 un capolavoro di scrittura satirica. E poi \u00e8 pieno dei difetti tipici di un\u2019anima tormentata e impaurita. Dove non soltanto hai una grande prova letteraria ma anche il contemporaneo tentativo di offuscarla e di cancellarla. Le perplessit\u00e0 del ragazzo \u2013 come le vostre che state leggendo in questo momento \u2013 verranno immediatamente sciolte se si pensa al fatto che il romanzo non \u00e8 mai stato terminato. Anzi. Il progetto era un racconto delle avventure di Pavel Ivanovic Cicikov diviso in due parti. La seconda \u00e8 rimasta purtroppo soltanto un abbozzo, nel quale per\u00f2 si pu\u00f2 trovare il tentativo dello stesso Gogol\u2019 di mitigare il suo pessimismo e la forza della sua satira sociale, mettendo intorno al protagonista alcuni personaggi finalmente positivi e soprattutto instillando nella sua mente il dubbio che una vita migliore (rispetto a quella di truffatore spregiudicato e cinico che aveva condotto nella prima parte del romanzo) fosse possibile. Inutile dire che la prima parte \u00e8 meravigliosa quanto la seconda patetica e poco credibile. Segno che la vera letteratura si esprime soprattutto di sentimenti forti e di spietate analisi sociali. E che ha bisogno di agire al di l\u00e0 della censura (che sia questa di origine psicologica o ideologica, poco importa).<br \/>\nCicikov batte il governatorato di N. alla ricerca di \u201canime morte\u201d da comprare. Le \u201canime morte\u201d sono i servi della gleba deceduti o scomparsi dopo l\u2019ultimo censimento e per i quali, quindi, il padrone paga ancora il \u201ctestatico\u201d fino al censimento successivo). Nessuno ne ha mai comprate e nessuno capisce perch\u00e9 Cicikov insista tanto a farlo. Il suo progetto \u00e8 quello di accumularne tanti da poterli fittiziamente rivendere o ipotecare prima del censimento. In questo modo si metterebbe in tasca un bel gruzzolo grazie a una vera e propria truffa. I personaggi che incontra sono gli stessi che popolerebbero i gironi danteschi dell\u2019Inferno. Micragnosi nobili di campagna, apatici possidenti, vecchiette avide e cos\u00ec via. Tutti ignoranti del meccanismo messo in moto da Cicikov ma tutti sensibili alle lusinghe del guadagno. Se ci mettete in mezzo anche la grandezza della Russia e l\u2019isolamento in cui vivono i proprietari terrieri capirete quanto era facile allora essere preda del primo imbonitore di passaggio. Illuminante il passaggio in cui Gogol\u2019 descrive le perplessit\u00e0 dei notabili di N. dove Cicikov tenta le sue fortune. Molti di loro pensavano fosse un truffatore. Altri che fosse un funzionario mandato in incognito a controllare la loro onest\u00e0. \u201cTutte le ricerche compiute dai funzionari &#8211; scrive Gogol\u2019 \u2013 rivelarono soltanto questo: essi non sapevano chi e cosa fosse Cicikov, ma qualcuno o qualcosa doveva certo essere. Finalmente risolsero di discutere a fondo il problema, per decidere almeno cosa dovessero fare e come, quali provvedimenti prendere e cosa egli fosse: se un uomo che bisognasse acciuffare e arrestare come malintenzionato, o, invece, se fosse lui l\u2019uomo in grado di acciuffare e mettere in stato di arresto tutti loro\u201d. Un relativismo dove la morale ha perso di sostanza e dove regna soltanto l\u2019avidit\u00e0. E sar\u00e0 proprio l\u2019avidit\u00e0 della vedova Korobocka, arrivata a Pietroburgo per sapere se il prezzo cui ha ceduto le sue anime morte fosse congruo, a smascherare il piano diabolico di Cicikov.<br \/>\nIn attesa che qualcuno scriva un affresco della societ\u00e0 moderna tanto vivido e impietoso (ci riferiamo alla prima parte), non ci resta che goderci la scrittura di Gogol\u2019, maestro quant\u2019altri mai di una letteratura immarcescibile. E apprezzare anche il suo insuccesso come scrittore morale, visto che la seconda parte \u00e8 rimasta incompiuta e poco credibile. D\u2019altronde \u00e8 lo stesso autore a dare la miglior descrizione della potenza visiva della vera letteratura che si nutre della realt\u00e0 cos\u00ec com\u2019\u00e8 e che si fa beffe delle costruzioni cerebrali (e moralistiche) dell\u2019uomo. Descrivendo un paesaggio tipico della campagna russa Gogol\u2019 scrive: \u201cInsomma, tutto era bello, di una bellezza che n\u00e9 la natura n\u00e9 l\u2019arte sanno creare, ma che si ottiene unicamente quando esse si uniscono, quando, sull\u2019opera dell\u2019uomo spesso troppo complessa senza ragione, passa l\u2019ultimo suo colpo di cesello la natura, ed alleggerisce le masse pesanti, annulla la grossolana simmetria e i miseri interstizi attraverso cui s\u2019affaccia la mal dissimulata nudit\u00e0 del disegno e d\u00e0 uno splendido tono caldo a tutto ci\u00f2 che \u00e8 stato foggiato come fredda, misurata lindura e ordine eccessivo\u201d.<\/p>\n<p>Ps<br \/>\nC\u2019\u00e8 comunque una postilla da aggiungere. Forse il giudizio sulla seconda parte \u00e8 stato fin qui troppo severo. In effetti anche l\u00ec si trovano perle da ammirare. Come il personaggio di Kosstanzoglo, possidente illuminato e devoto al lavoro e alla terra. Dalle sue parole risulta essere un precursore della teoria economica della decrescita felice nonch\u00e9 uno sciovinista convinto. Il suo elogio del lavoro e della fatica farebbe impallidire anche il celebre minatore sovietico <strong>Alksej Stakanov.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La prima cosa che mi \u00e8 venuta in mente leggendo Le anime morte di Nikolaj Gogol\u2019 \u00e8 una leggenda metropolitana che negli anni Novanta serpeggiava nelle nostre grandi citt\u00e0. Riguardava i cinesi. Questa leggenda metropolitana li descriveva come immortali. Nel senso che nessuno di loro moriva ufficialmente perch\u00e9 i suoi documenti erano necessari per altri che sarebbero arrivati pi\u00f9 o meno clandestinamente dopo di lui. E la controprova di questo ragionamento era la semplice e ingenua domanda: \u201cHai mai visto il funerale di un cinese?\u201d Personalmente no. 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