{"id":1050,"date":"2018-08-22T07:32:14","date_gmt":"2018-08-22T05:32:14","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/?p=1050"},"modified":"2018-08-22T08:06:38","modified_gmt":"2018-08-22T06:06:38","slug":"le-minicar-e-balzac","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2018\/08\/22\/le-minicar-e-balzac\/","title":{"rendered":"Le minicar di Balzac"},"content":{"rendered":"<p>Ogni volta che mi passa accanto una minicar, \u00a0con a bordo ragazzi che scimmiottano il peggio degli adulti al volante, mi vengono in mente le figlie di pap\u00e0 <strong>Goriot<\/strong>. Il celebre personaggio di <strong>Honor\u00e9 de Balzac<\/strong> \u00e8 sicuramente una delle maschere pi\u00f9 vivide della <em>Comedie Humaine<\/em>, il grande affresco dedicato alla societ\u00e0 francese dell\u2019inizio del XIX secolo. La sua \u00e8 una situazione a dir poco proverbiale: vedovo, fiaccato da una vita di enormi successi economici, dedica la vecchiaia a proteggere le figlie. Le fa entrare in societ\u00e0 consegnandole a due mariti ricchi ma soprattutto blasonati ed eleganti. Fatto questo si ritira a vivere con poco nella modesta pensione della signora <strong>Vauquer<\/strong>. E fin dalle prime pagine del celebre romanzo che porta il suo nome (uscito a Parigi nel 1834) stride forte il contrasto tra la modestia della sua esistenza e il tenore di vita delle figlie. Per gli altri ospiti della pensione Vauquer \u00e8 un mistero di cui \u00e8 piacevole parlare e sparlare. Sar\u00e0 il giovane e ambizioso <strong>Eug\u00e8ne de Rastignac<\/strong> a entrare nel cuore di pap\u00e0 Goriot scoprendo tutto il dolore e le umiliazione cui il vecchio panettiere si sottomette quotidianamente pur di veder le figlie contente e soddisfatte. Dicevo che le minicar di oggi mi ricordano questo splendido romanzo. Forse \u00e8 pi\u00f9 giusto dire che mi ricordano <strong>madame de Nucingen<\/strong> e <strong>madame de Restaud<\/strong>, le due figlie ingrate e avide che si vergognano quasi dell\u2019origine borghese del padre e che fanno di tutto per schiacciarlo sotto il peso del loro cinismo. E\u2019 un romanzo sull\u2019amore paterno e sui sacrifici che si fanno per i figli. Un romanzo che dimostra ampiamente come i figli (i giovani in generale) abbiano la memoria corta. Una volta soddisfatto un capriccio, i ragazzi non si fermano nemmeno per un istante a pensare cosa c\u2019\u00e8 dietro. Come \u00e8 stato possibile soddisfare il capriccio, quali conseguenze quell\u2019azione comporti per i genitori piegati dal loro stesso amore. I ragazzi in minicar fanno di tutto (a Roma se ne vedono moltissimi in giro). Violano tutte le regole del Codice stradale senza il minimo scrupolo. Si stampano sulla faccia smorfie da adulti impenitenti. E scimmiottano le persone mature in tutte le loro peggiori abitudini. E pensare che queste minicar non sono certo economiche. Costano caro e soprattutto impediscono ai ragazzi di salire i primi gradini della vita con la giusta dose di umilt\u00e0. Non prendono gli autobus, troppo affollati, non vanno a piedi, troppo stancante, e non si accorgono che i loro genitori, invece, si spostano con i mezzi pubblici o con i motorini per andare a lavorare. Insomma, una volta ottenuto quello che vogliono i ragazzi tendono a rimovere il sacrificio che \u00e8 stato necessario per soddisfarli. La stessa mancanza di riconoscenza \u00a0delle sorelle Delfina e Anastasia. Il padre arriver\u00e0 fino al sacrificio estremo nel tentativo di onorare i debiti che le due donne (e i loro mariti) hanno contratto pur di non abbassare di un millimetro il tenore di vita che consente loro di avere tutte le porte dell\u2019alta societ\u00e0 parigina sempre aperte. Per notare il disincanto e il cinismo di questa societ\u00e0 ci volevano ovviamente gli occhi vergini di un giovane provinciale ambizioso appena arrivato in citt\u00e0. Saranno proprio gli occhi di Rastignac a mostrarci questo apologo in tutta la sua cruda verit\u00e0. Per farla breve questo romanzo mi sembra adatto non soltanto ai ragazzi (il personaggio pi\u00f9 affascinante e misterioso \u00e8 quello di <b>Vautrin<\/b>, un abile ex galeotto, che in tutta evidenza \u00e8 servito da modello per <b>Alexandre Dumas<\/b>) ma anche ai loro genitori. Forse sarebbe meglio leggerlo prima di tuffarsi anima e corpo nella logorante ricerca dei regali natalizi. Insomma un romanzo per tutti, perch\u00e9 a tutti ha qualcosa da insegnare e ricordare.<br \/>\nPs<br \/>\nOvviamente le ambizioni di Balzac, nel riscrivere la tragedia di <i>Re Lear<\/i> aggiornata ai tempi della societ\u00e0 parigina del XIX secolo, coprono un raggio molto pi\u00f9 ampio. La sua descrizione della societ\u00e0 dell\u2019epoca \u00e8 impietosa e il finale (a sorpresa, almeno per me) non salva praticamente nessuno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Ogni volta che mi passa accanto una minicar, \u00a0con a bordo ragazzi che scimmiottano il peggio degli adulti al volante, mi vengono in mente le figlie di pap\u00e0 Goriot. Il celebre personaggio di Honor\u00e9 de Balzac \u00e8 sicuramente una delle maschere pi\u00f9 vivide della Comedie Humaine, il grande affresco dedicato alla societ\u00e0 francese dell\u2019inizio del XIX secolo. La sua \u00e8 una situazione a dir poco proverbiale: vedovo, fiaccato da una vita di enormi successi economici, dedica la vecchiaia a proteggere le figlie. Le fa entrare in societ\u00e0 consegnandole a due mariti ricchi ma soprattutto blasonati ed eleganti. 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