{"id":1063,"date":"2018-09-19T15:07:57","date_gmt":"2018-09-19T13:07:57","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/?p=1063"},"modified":"2018-09-19T15:07:57","modified_gmt":"2018-09-19T13:07:57","slug":"svelato-con-il-sorriso-il-mistero-della-stanza-101","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2018\/09\/19\/svelato-con-il-sorriso-il-mistero-della-stanza-101\/","title":{"rendered":"Svelato (con il sorriso) il mistero della stanza 101"},"content":{"rendered":"<p>Navigando nella Rete pu\u00f2 capitare di trovarsi di fronte a una foto di papa <strong>Bergoglio<\/strong> con una didascalia critpica soltanto per chi non ha frequentato i grandi romanzi di <strong>George Orwell<\/strong>. Nella foto si vede papa Francesco che fa capolino da dietro il vetro di una porta. Al di qua, nel corridoio dove la porta si affaccia, \u00e8 ben visibile a fianco della porta\u00a0 stessa il cartellino che riporta questa semplice identificazione: stanza 101. La didascalia alla foto \u00e8 fulminante nella sua scanzonata ironia: &#8220;ecco cosa si nasconde nella stanza 101&#8221;. Alla lettura di queste poche parole la mente corre subito a uno dei luoghi pi\u00f9 terribili (se non il pi\u00f9 terribile) del grande romanzo distopico <em>1984<\/em>. Si tratta infatti della stanza dell&#8217;ultima tortura, quella definitiva. Quella che ti fa perdere una volta per sempre il lume della ragione e ti fa intraprendere un nuovo percorso riabilitativo. E&#8217; l\u00ec, nella pi\u00f9 terribile delle stanze del Ministero dell&#8217;Amore, che la psicopolizia porta i nemici del Grande Fratello. E&#8217; l\u00ec che vengono trascinati i seguaci del leggendario Goldstein, il primo ribelle, colui che vorrebbe lottare contro uno Stato cos\u00ec totalitario da irregimentare non soltanto i corpi dei suoi sudditi, non soltanto le loro menti impressionabili, ma anche il loro inconscio. Prima di entrarci per\u00f2 non sanno cosa si nasconda l\u00ec dentro. E la minaccia peggiore per tutti \u00e8 appunto quella di essere portati l\u00ec. E la leggenda della stanza 101 domina la parte centrale del romanzo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1068\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/files\/2018\/09\/101-150x150.jpg\" alt=\"101\" width=\"150\" height=\"150\" \/>Rileggere<em> 1984<\/em> (pubblicato in Italia da <strong>Mondadori<\/strong>) fa sempre bene. Ci consente di tenere alta la guardia contro ogni forma di omologazione, contro il pensiero unico, contro il conformismo pi\u00f9 cieco e draconiano. Pensato come atto di accusa nei confronti dello stalinismo, il romanzo di Orwell sa ancora scuotere le coscienze dei lettori. I suoi personaggi, e fra tutti il protagonista Winston Smith e la sua amante Julia, si mostrano nudi e fragili di fronte al vigile controllo del Grande Fratello. Era da poco finita la Seconda guerra mondiale e lo scrittore inglese (ormai celebre e celebrato per la sua grande metafora della <em>Fattoria degli animali<\/em>) voleva immaginare un futuro quanto pi\u00f9 lontano dal suo presente ma allo stesso tempo tanto temibile fin da allora. Un futuro in cui la tecnologia sarebbe stata capace di controllare la mente e l&#8217;inconscio collettivo. Ecco quindi la psicopolizia, ma soprattutto ecco i teleschermi capaci di controllare anche il sonno dei sudditi del grande Paese di Oceania, in perenne guerra con una delle altre superpotenze mondiali.<\/p>\n<p>Per controllare meglio il presente e per dirigere il futuro nel binario gi\u00e0 preordinato, \u00e8 fondamentale controllare il passato, riscriverlo, ricrearlo o &#8211; al massimo &#8211; cancellarlo con un semplice tratto di penna. Un lavoro certosino che impegna centinaia di migliaia di lavoratori nella Londra perennemente &#8220;bellica&#8221;, martoriata dalle urla del Grande Fratello come dai razzi che filtrano la barriera di una mai nominata (ma immaginabile) contraerea. Winston Smith \u00e8 proprio negli uffici del Ministero della Verit\u00e0 che lavora. Il luogo ideale per contraffare non soltanto il passato ma anche il presente. Si riscrivono libri e giornali. Si correggono documenti per dare al presente l&#8217;unico senso possibile. Certo \u00e8 che il regime assoluto e totalitario immaginato da Orwell prevede come premessa necessaria l&#8217;assoluta ignoranza e l&#8217;altrettanto completa mancanza di memoria da parte dei sudditi, soprattutto di quelli con qualche anno sulle spalle.<\/p>\n<p>L&#8217;ambizione massima del perfetto suddito \u00e8 ispirata al principio <i>l&#8217;ignoranza \u00e8 forza<\/i>. E nel libello politico con il quale il sovversivo Goldstein vuole rovesciare il potere del Grande Fratello si descrive con esattezza cosa \u00e8 lo\u00a0<em>stopreato<\/em>, il riflesso condizionato che ti impedisce di compiere anche il pi\u00f9 innocente sbaglio attraverso una ferrea autocensura preventiva che agisce fin dalle soglie dell&#8217;inconscio. Qui val la pena citare il passo pi\u00f9 significativo: questa facolt\u00e0 &#8220;include la capacit\u00e0 di non cogliere le analogie, di non riuscire a percepire errori di logica, di equivocare anche sugli argomenti pi\u00f9 semplici, ove essi siano incompatibili con il Socing (nella neolingua \u00e8 l&#8217;ideologia del socialismo inglese che ispira appunto la dittatura del Grande Fratello,\u00a0<em>ndr<\/em>) e soprattutto di essere presto affaticati e respinti da qualsiasi tentativo di elaborare una dialettica di pensiero che sia suscettibile di condurre in una direzione eretica&#8221;.\u00a0 Se si perdono la facolt\u00e0 dell&#8217;analogia e la logica si perde qualsiasi resistenza alla propaganda. E oggi forse questo aspetto del totalitarismo orwelliano \u00e8 pi\u00f9 presente di altri. E l&#8217;ignoranza come superficialit\u00e0 del giudizio, come irresponsabile modo di osservare e giudicare la realt\u00e0 attraverso lo specchio distorto di Internet, \u00e8 la realizzazione di quell&#8217;utopia negativa prevista in 1984. Ed \u00e8 da quella che dobbiamo guardarci pi\u00f9 che dalla violenza di qualsiasi ideologia. Ed \u00e8 con libri come questo che si formano gli anticorpi necessari. Per evitare certo di cader preda dei pi\u00f9 improbabili slogan politici ma anche per poter ridere di tutto. Quando infatti di libri se ne sono letti a sufficienza, quando si saranno tenuti in sufficiente allenamento i neuroni per tutte le necessarie sinapsi, quando le analogie e le deduzioni logiche saranno fresche e agili come quelle di un genio della matematica, allora si potr\u00e0 ridere o almeno sorridere della didascalia che, a margine della foto di Bergoglio che fa capolino da dietro la porta, recita: &#8220;ecco finalmente svelato cosa si nasconde nella stanza 101&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Navigando nella Rete pu\u00f2 capitare di trovarsi di fronte a una foto di papa Bergoglio con una didascalia critpica soltanto per chi non ha frequentato i grandi romanzi di George Orwell. Nella foto si vede papa Francesco che fa capolino da dietro il vetro di una porta. Al di qua, nel corridoio dove la porta si affaccia, \u00e8 ben visibile a fianco della porta\u00a0 stessa il cartellino che riporta questa semplice identificazione: stanza 101. 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