{"id":1115,"date":"2019-02-08T13:23:58","date_gmt":"2019-02-08T12:23:58","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/?p=1115"},"modified":"2019-02-08T13:23:58","modified_gmt":"2019-02-08T12:23:58","slug":"dumas-il-superenalotto-e-il-kitsch-che-diventa-sublime","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2019\/02\/08\/dumas-il-superenalotto-e-il-kitsch-che-diventa-sublime\/","title":{"rendered":"Dumas, il Superenalotto e il kitsch che diventa sublime"},"content":{"rendered":"<p>Un recente studio ha dimostrato che il romanzo che ha avuto pi\u00f9 fortuna al cinema e in tv \u00e8 <em>Il conte di Montecristo\u00a0<\/em>E\u2019 infatti il capolavoro di <strong>Alexandre<\/strong>\u00a0<strong>Dumas<\/strong> a detenere il record di riduzioni cinematografiche e televisive. Mentre leggevo questa notizia riflettevo sul fatto che non avevo mai letto questo classico. A 54 anni mi sono cos\u00ec trovato a colmare una grave lacuna e a immergermi nelle 1100 pagine dell\u2019ultima edizione Mondadori (egregiamente tradotta da Emilio Franceschini). A lettura conclusa posso dire con la pi\u00f9 viva convinzione che <em>Il conte di Montecristo\u00a0<\/em>\u00a0\u00e8 un libro straordinario. Un romanzo che pu\u00f2 stare di diritto nel piccolo novero dei titoli \u201cessenziali\u201d. E sono contento di averlo letto da adulto per apprezzare dettagli e allusioni che sicuramente a quindici anni non avrei colto.<br \/>\nAdesso devo spiegare perch\u00e9 secondo me \u00e8 un titolo essenziale. Innanzitutto perch\u00e9 tratta di un tema che \u00e8 radicato in noi. Forse non \u00e8 facile ammetterlo ma il sentimento della vendetta ci appartiene. A noi italiani, poi, pi\u00f9 di altri popoli. Perch\u00e9 succede prima o poi di nutrire rancore verso qualcuno o qualcosa che consideriamo artefice del nostro insuccesso. C\u2019\u00e8 sempre un collega che ci ha soffiato il posto immeritatamente. Un amico che ha ottenuto dai genitori qualcosa che i nostri non vogliono o non possono darci e di cui il nostro amico si vanta. C\u2019\u00e8 sempre il belloccio palestrato che ha conquistato con estrema facilit\u00e0 il cuore del nostro amore platonico. E poi c\u2019\u00e8 sempre qualcuno (ma non noi, noi mai) che vince il Superenalotto. Ah, ci scopriamo a dire, l\u2019avessimo vinto noi! Ed \u00e8 l\u2019unica cosa su cui siamo davvero preparati. Sappiamo sempre come potremmo spendere quei soldi, sappiamo benissimo cosa farci. Magari non per vendicarci o rivalerci di qualcuno. Ma almeno per godere un \u201cfuturo\u201d pi\u00f9 comodo e agiato.<br \/>\nEdmond Dant\u00e8s no. Lui ha scoperto che l\u2019unico vantaggio nel vincere al Superenalotto \u00e8 quello di avere i mezzi per mettere in pratica il piano di vendetta. E lui ne ha ben donde. Non solo gli hanno soffiato la fidanzata (la bella catalana Mercedes) ma gli hanno rovinato la carriera (promettentissima di capitano della marina mercantile). I suoi nemici ne hanno pure provocato l\u2019arresto (perch\u00e9 bonapartista). E cos\u00ec il nostro eroe ha passato 14 lunghi anni sepolto nel Castello di d\u2019If, sul suggestivo scoglio che dista solo poche bracciate dal porto di Marsiglia. E per ultimo sfregio i \u201ccattivi\u201d hanno lasciato che il suo povero padre morisse di fame e hanno ridotto sul lastrico il suo datore di lavoro (l\u2019armatore Morrel).<br \/>\nContro tutte queste \u201cdisavventure\u201d il futuro conte di Montecristo non potrebbe nulla se non scoprisse un compagno di prigionia davvero singolare. L\u2019abate Faria \u00e8 sicuramente uno dei personaggi pi\u00f9 originali del romanzo di Dumas. Questi offrir\u00e0 al povero Dant\u00e8s tutta la sua ricchezza sepolta proprio nell\u2019isola di Montecristo. Una ricchezza tanto vasta da permettere al nostro eroe, una volta fuggito rocambolescamente dalla colonia penale, di mettere in pratica il suo disegno di vendetta.<br \/>\nTutti i cattivi che avevano portato la sua rovina si erano intanto creati una posizione di prestigio a Parigi. Alcuni avevano anche acquistato titoli nobiliari e accumulato ricchezze notevoli. Dant\u00e8s riuscir\u00e0 nel suo intento di vendicare la morte del padre e il suo penoso destino di carcerato. E sar\u00e0 cos\u00ec efferata ed efficace, la vendetta, da oltrepassare abbondantemente i desideri dello stesso Montecristo, tanto che alla fine della storia, quando siamo ai commiati finali, si pentir\u00e0 di aver \u201ccalcato troppo la mano\u201d.<br \/>\nPrima di allora per\u00f2 \u00e8 una macchina da guerra. E se qualche adolescente di oggi sta leggendo queste righe, mi permetto di paragonare Edmond Dant\u00e8s al personaggio di John Wick (portato sul grande schermo da <b>Keanu<\/b> <b>Reeves<\/b>). Un vendicatore spietato ed efferato. Un vendicatore bello e pieno di fascino. Un vendicatore che conserva nel fondo del suo cuore una stilla di piet\u00e0 per se stesso (prima di tutto) e per i deboli e le vittime di soprusi.<br \/>\nInsomma la sete di giustizia di Montecristo \u00e8 come la nostra, cieca perch\u00e9 infantile. Lui muove il mondo con il suo denaro e l\u2019efficacia delle sue relazioni. E questo gli permette di divenire quasi deus ex machina che risolve i conflitti e scioglie le situazioni drammatiche. Per\u00f2 non \u00e8 Dio e di questo a fine romanzo se ne rende pienamente conto. Lui meglio dunque di noi, lettori modesti e che abbiamo avuto il nostro eroe nella tragica figura di Giovanni Vivaldi, il protagonista del romanzo di <b>Vincenzo<\/b> <b>Cerami<\/b>\u00a0<i>Un borghese piccolo piccolo\u00a0<\/i>(Garzanti), poi portato sul grande schermo da un bravissimo Alberto Sordi.<br \/>\nIl romanzo di Dumas, per\u00f2, non \u00e8 solo un efficacissimo feuilleton. E\u2019 un romanzo dove si pu\u00f2 trovare tutto e soprattutto tanti temi validi ancor oggi. C\u2019\u00e8 per esempio il tema dell\u2019emancipazione femminile (a vari livelli e a diversi gradi), quello dell\u2019emancipazione dell\u2019amore omosessuale (la fuga della giovane Eugenie Danglers da un matrimonio combinato \u00e8 tra le cose pi\u00f9 divertenti e raffinate del romanzo), c\u2019\u00e8 il tema della violenza cieca di un figlio irriconoscente e sedotto solo dalla ricchezza facile (il giovane Benedetto elimina a colpi di vanga insieme con i suoi amici la \u201cmadre\u201d adottiva Assunta, in una modalit\u00e0 che ricorda vividamente il fatto di cronaca che ha visto protagonista Pietro Maso nel 1991). Poi c\u2019\u00e8 la figura del vecchio Noirtier (l\u2019ex generale bonapartista, ridotto da un ictus alla totale infermit\u00e0, capace di comunicare soltanto con le palpebre degli occhi, eppur vitalissimo e efficace nella sua condotta). Questi solo per citare i primi che mi vengono in mente. Il romanzo per\u00f2 \u00e8 ricco di spunti e di agganci con il nostro presente. <i>Il conte di Montecristo\u00a0<\/i>\u00e8 un libro che si pu\u00f2 leggere con godimento e profitto. E scommetto si potr\u00e0 farlo ancora per molto. E poi c\u2019\u00e8 la lingua di Dumas. Forse un tantino ridondante (d\u2019altronde doveva essere il pi\u00f9 verboso possibile, visto che lo pagavano a misura), per\u00f2 mai inutile. Ogni descrizione \u00e8 un affresco immaginifico. Ogni personaggio \u00e8 ricco di infinite sfumature. E tutte le coincidenze e le peripezie romanzesche non sono soltanto invenzione, ma rispondono anche a un pi\u00f9 profondo grado di scandaglio della natura umana. Ecco perch\u00e9 mi trovo in aperto disaccordo con <b>Umberto<\/b> <b>Eco<\/b> che defin\u00ec questo capolavoro \u201ctroppo kitsch\u201d e \u201cmal scritto\u201d. Parlando di Alexandre Dumas, Eco ebbe a scrivere: \u201cl\u2019eccesso pu\u00f2 persino ribaltare la cattiva scrittura e la banalit\u00e0 in tempesta wagneriana. Un solo clich\u00e9 \u00e8 kitsch, cento clich\u00e9 sparati senza pudore diventano epici. <i>Il conte di Montecristo\u00a0<\/i>\u00e8 mal scritto, ridondante e verboso, ma che proprio per queste qualit\u00e0 spinte oltre il limite del ragionevole sfiora il sublime\u201d. Il sublime non \u00e8 stato sfiorato. Qui il sublime \u00e8 stato centrato in pieno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Un recente studio ha dimostrato che il romanzo che ha avuto pi\u00f9 fortuna al cinema e in tv \u00e8 Il conte di Montecristo\u00a0E\u2019 infatti il capolavoro di Alexandre\u00a0Dumas a detenere il record di riduzioni cinematografiche e televisive. Mentre leggevo questa notizia riflettevo sul fatto che non avevo mai letto questo classico. 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