{"id":1118,"date":"2019-02-22T12:15:39","date_gmt":"2019-02-22T11:15:39","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/?p=1118"},"modified":"2019-02-22T12:15:39","modified_gmt":"2019-02-22T11:15:39","slug":"montanelli-orazio-e-i-tifosi-della-maggica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2019\/02\/22\/montanelli-orazio-e-i-tifosi-della-maggica\/","title":{"rendered":"Montanelli, Orazio e i tifosi della \u201cMaggica\u201d"},"content":{"rendered":"<p>E&#8217; uno dei film del momento. <em>Il primo re<\/em> di <strong>Matteo Rovere<\/strong> sta mettendo d&#8217;accordo pubblico e critica. Pur essendo un&#8217;operazione ambiziosa (gli attori recitano in latino arcaico)\u00a0 ha ricevuto un consenso generalizzato. Tanti ragazzi stanno affollando le sale che proiettano la storia del primo re di Roma, la storia insomma della fondazione di quella che diverr\u00e0 \u00a0prima la capitale dell&#8217;Impero romano e poi l&#8217;ombelico del mondo cristiano.\u00a0 Personalmente non condivido la scelta (filologica) di adottare il latino arcaico. La storia sarebbe stata godibile altrettanto con l&#8217;italiano. Forse, questo scelta aiuta i giovani spettatori a ricostruire nel loro immaginario una ambientazione il pi\u00f9 verosimile possibile. Se poi tra loro (tra questi ragazzi che immagino adolescenti curiosi e intelligenti) ci fosse qualcuno che vuole approfondire l&#8217;argomento consiglierei di prendere in mano un libro che sta vivendo una seconda giovinezza grazie alle amorevoli cure della <strong>Rizzoli<\/strong> che ne ha appena mandato in libreria una bella edizione.\u00a0 Mi riferisco alla\u00a0<em>Storia di Roma\u00a0<\/em> di Indro Montanelli.\u00a0 Il fondatore del nostro giornale non ha bisogno di presentazioni. E nemmeno la sua grande opera di divulgazione storica. Qui ci limitiamo a ricordare alcune cose. Innanzitutto che \u00e8 sempre un piacere leggere la sua prosa cos\u00ec sciolta e scorrevole, cos\u00ec sapida e puntuta. Tipica di un toscanaccio che non ha peli sulla lingua e soprattutto non ha complessi di inferiorit\u00e0. Nemmeno con gli storici di professione. Gi\u00e0, perch\u00e9 questa non \u00e8 opera di storico (come hanno sempre ricordato tutti coloro che si mangiavano il fegato nell&#8217;invidia che provavano per le sue capacit\u00e0 di sintesi e per la sua vasta cultura). In ogni pagina c&#8217;\u00e8 il giornalista curioso e attento che si confronta con i personaggi storici e con le loro umane debolezze. La penna di Montanelli scorre rapida attraverso i secoli. Ci racconta di uomini, soprattutto di uomini, e del loro tempo. Dei rivolgimenti politici e culturali che questi uomini hanno vissuto o subito. E ci regala perle preziose della sua intelligenza e del suo sarcasmo. Dalla prima all\u2019ultima pagina, poi, il confronto tra ieri e oggi \u00e8 impietoso, soprattutto per i romani di oggi. Parlando del mistero della scomparsa della civilt\u00e0 etrusca (e della \u201costinata ferocia\u201d con cui i romani ne hanno cancelllato le tracce) osserva: \u201cAll\u2019opposto dei romani di oggi che fanno tutto per scherzo, quelli dell\u2019antichit\u00e0 facevano tutto sul serio\u201d. \u00a0Il cui senso si ritrova poi nella chiusa del libro: \u201cForse uno dei guai dell\u2019Italia \u00e8 proprio questo: di avere per capitale una citt\u00e0 sproporzionata, come nome e passato, alla modestia del popolo che, quando grida\u00a0<em>Forza Roma!<\/em>, allude soltanto a una squadra di calcio\u201d. \u00a0Questo \u00e8 il Montanelli pi\u00f9 corrosivo. Al cui fianco per fortuna dei lettori di oggi (anche dei romanisti, nel senso di supporter della \u201cMaggica\u201d) ci sono gli illuminanti ritratti dei protagonisti. Cesare, Cicerone, Diocleziano, Vespasiano, Marc\u2019Aurelio&#8230;. la sua penna non risparmia nessuno. Per darne un saggio scegliamo il breve ritratto dedicato a Orazio. \u201cEra figlio di un agente delle tasse pugliese, che voleva fare di quel rampollo un avvocato e uomo politico e, a prezzo di chiss\u00e0 quali sacrifici, lo mand\u00f2 a studiare prima a Roma, poi a Atene. Qui Orazio conobbe Bruto, il quale si preparava alla battaglia di Filippi, prese in simpatia quel giovanotto e lo nomin\u00f2 su due piedi comandante di una legione, il che ci aiuta a comprendere come mai il suo esercito fu battuto. Orazio, nel bel mezzo dello scontro, butt\u00f2 via elmo e scudo, e torn\u00f2 a Atene per scrivervi una poesia su come sia dolce e nobile morire per la patria\u201d. Un ritratto che mostra come prima ancora di uno storico i giovani lettori di oggi abbiano bisogno di scrittori \u00a0come Montanelli che sappiano \u00a0coinvolgerli con ritratti \u201calla mano\u201d e vedute di insieme \u00a0al fulmicotone.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>E&#8217; uno dei film del momento. Il primo re di Matteo Rovere sta mettendo d&#8217;accordo pubblico e critica. Pur essendo un&#8217;operazione ambiziosa (gli attori recitano in latino arcaico)\u00a0 ha ricevuto un consenso generalizzato. Tanti ragazzi stanno affollando le sale che proiettano la storia del primo re di Roma, la storia insomma della fondazione di quella che diverr\u00e0 \u00a0prima la capitale dell&#8217;Impero romano e poi l&#8217;ombelico del mondo cristiano.\u00a0 Personalmente non condivido la scelta (filologica) di adottare il latino arcaico. La storia sarebbe stata godibile altrettanto con l&#8217;italiano. 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