{"id":117,"date":"2013-09-28T08:30:48","date_gmt":"2013-09-28T06:30:48","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/?p=117"},"modified":"2013-09-28T08:58:47","modified_gmt":"2013-09-28T06:58:47","slug":"kipling-adorato-dagli-agenti-immobiliari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2013\/09\/28\/kipling-adorato-dagli-agenti-immobiliari\/","title":{"rendered":"Kipling idolo degli agenti immobiliari"},"content":{"rendered":"<p>Lo confesso: provo un leggero sentimento d\u2019invidia nei confronti degli inglesi. I loro scrittori sono sugli scaffali delle librerie di tutto il mondo. I loro classici finiscono per essere quasi inevitabilmente i nostri classici. E le notizie che riguardano i loro \u201cgrandi autori\u201d finiscono per fare il giro del mondo (con tappa forzata anche da noi). Un esempio? Le agenzie hanno battutto questo lancio: \u201cUna residenza storica dove ha vissuto il celebre scrittore britannico Rudyard Kipling \u00e8 in vendita a oltre 1,5 milioni di sterline (1,8 milioni di euro). Si tratta della villa <em>The Elms<\/em>, situata in riva al mare nei pressi del villaggio di Rottingdean, East Sussex, Inghilterra orientale. L\u2019autore del <em>Libro della giungla<\/em> ha abitato in affitto fra quelle mura dal 1897 al 1902 e ha scritto alcuni dei suoi capolavori come <em>Kim<\/em> e <em>Storie proprio cos\u00ec<\/em>. La propriet\u00e0 si sviluppa su quattro piani, ha cinque camere da letto, due saloni e due bagni, oltre a una incantevole vista sul mare\u201d. \u201cLo scrittore nato in India ha tratto grande ispirazione da questo luogo\u201d, pare abbia detto un portavoce dell\u2019agenzia immobiliare che gestisce la vendita. A parte il fatto che non credevo che le singole agenzie immobiliari potessero vantare nel proprio organigramma anche la figura del \u201cportavoce\u201d, comunque me lo immagino, questo signore, in giacca e cravatta, che brandisce con malcelato orgoglio la cartina della villa con le relative foto. E magari non ha letto <em>If<\/em> o <em>L\u2019uomo che volle essere re<\/em>.<\/p>\n<p>Sono cos\u00ec tanti i loro \u201cnumi tutelari\u201d, che finiscono per essere presenze cos\u00ec familiari nella vita di tutti i giorni, che non costituiscono pi\u00f9 un argomento da approfondire, ma semplicemente uno status da esibire.<\/p>\n<p>E va bene! Ammettiamo pure che Rudyard Kipling abbia dato vita al piccolo picaro Kim affacciandosi dal patio di questa bella villa e osservando il canale della Manica mentre buttava gi\u00f9 idee e abbozzi del lungo viaggio del ragazzino irlandese da Bombay a Benares, per\u00f2 era pur sempre soltanto un inquilino. Non era la casa di famiglia e, per giunta, stava appunto scrivendo la storia di un nomade, di un piccolo picaro vivace e intelligente. Come nomade, d\u2019altronde, era stato lo stesso Kipling, viaggiando gran parte della sua vita. Anche quando era \u201cancorato\u201d nell\u2019East Sussex, evitava con cura la pi\u00f9 fredda delle stagioni svernando in Africa. E durante questo periodo scrisse oltre a <em>Kim<\/em> (nelle nostre librerie si possono trovare, tra le altre, le edizioni Adelphi, Einaudi, Newton Compton, Bur e Garzanti) anche le <em>Storie proprio cos\u00ec <\/em>(Adelphi) nate dalle suggestioni africane. Un libro di favole capace di agganciare con incredibile sapienza l\u2019attenzione dei piccoli lettori (o meglio ascoltatori, com\u2019era nelle intenzioni dell\u2019autore che questi racconti scrisse principalmente per sua figlia). Fosse stata quella casa oggetto di un bel romanzo, o almeno fonte di ispirazione, potrei capire la speculazione che oggi ne fanno gli agenti immobiliari. Ma non \u00e8 questo il caso.<\/p>\n<p>Per\u00f2 intanto tutta la vecchia Inghilterra \u00e8 tappezzata di targhe che ricordano le dimore di artisti e soprattutto di scrittori. Se ne contano a migliaia lungo tutto il regno britannico. Segno che queste figure \u201cfamiliari\u201d finiscono per essere numi tutelari non solo dei residenti ma anche dei turisti che passano. Molti dei quali, magari, faranno una capatina in libreria dopo aver visto la casa di Shakespeare o quella londinese di Dickens. Sarebbe bello che anche da noi si iniziasse una promozione della cultura letteraria italiana che esaltasse il nevralgico rapporto tra casa e scrittura. Visto, poi, che gran parte dei nostri scrittori non sono stati nomadi (o picari) come l\u2019aedo dell\u2019imperialismo britannico che grazie alle sue doti narrative e al suo opportunismo politico si becc\u00f2 anche il premio Nobel.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Lo confesso: provo un leggero sentimento d\u2019invidia nei confronti degli inglesi. I loro scrittori sono sugli scaffali delle librerie di tutto il mondo. I loro classici finiscono per essere quasi inevitabilmente i nostri classici. E le notizie che riguardano i loro \u201cgrandi autori\u201d finiscono per fare il giro del mondo (con tappa forzata anche da noi). Un esempio? Le agenzie hanno battutto questo lancio: \u201cUna residenza storica dove ha vissuto il celebre scrittore britannico Rudyard Kipling \u00e8 in vendita a oltre 1,5 milioni di sterline (1,8 milioni di euro). 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