{"id":1194,"date":"2019-08-18T09:26:05","date_gmt":"2019-08-18T07:26:05","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/?p=1194"},"modified":"2019-08-18T11:12:23","modified_gmt":"2019-08-18T09:12:23","slug":"lagente-segreto-tiene-famiglia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2019\/08\/18\/lagente-segreto-tiene-famiglia\/","title":{"rendered":"L\u2019agente segreto \u201ctiene famiglia\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Siamo davvero sicuri che si possa vivere un\u2019altra vita qualora il destino ce la possa offrire? Sicuri che si possa abbandonare la propria identit\u00e0, il proprio vissuto, ormai stratificato come una corteccia che ci fa da filtro con il mondo esterno, per\u00a0<i>scegliere<\/i>\u00a0di essere un altro? Javier Marias, lo scrittore spagnolo gi\u00e0 autore di bestseller apprezzati dalla critica come <i>Domani nella battaglia pensa a me <\/i>\u00a0e <i>Tutte le anime<\/i>, nel suo ultimo romanzo (<i>Berta Isla<\/i>, pubblicato come i precedenti da Einaudi) ci offre la sua risposta. Marias dice che no, non si pu\u00f2 abbandonare del tutto il proprio passato. Ci seguir\u00e0 sempre e la nostra identit\u00e0 non potr\u00e0 morire se non biologicamente. Gli altri possono pure mettere un sigillo burocratico sulla nostra esistenza ma non basta. La crisi dell\u2019uomo che ha perso, anche accidentalmente, la propria identit\u00e0 \u00e8 un topos classico della letteratura. E ci stupirebbe il contrario visto che la letteratura proprio per statuto indaga l\u2019uomo e la sua coscienza di s\u00e9. Non dobbiamo guardare lontano per cercare un riferimento esemplare. Abbiamo il Pirandello del Mattia Pascal, ovviamente. Marias, per\u00f2, dissemina il suo romanzo di rimandi a un altro classico della letteratura mondiale: <i>Il colonnello Chabert<\/i>\u00a0di Balzac. E\u2019 certamente pi\u00f9 attinente alla storia che racconta, vale a dire la storia di Thomas Nevinson, anonimo studente di lingue e letterature straniere di Oxford cooptato nei servizi segreti di Sua Maest\u00e0 la Regina. Il problema di Tom (o Tom\u00e0s, visto che ha la doppia cittadinanza, nato e cresciuto a Madrid) \u00e8 che quando viene \u201carruolato\u201d aveva gi\u00e0 deciso come sarebbe stata la sua vita e soprattutto accanto a chi l\u2019avrebbe passata. Si era promesso a Berta Isla, appunto. Con lei voleva vivere, era lei che voleva sposare, e con lei condividere e affrontare tutte le asperit\u00e0 che il destino avrebbe posto sul loro cammino.<\/p>\n<p>Un agente segreto per\u00f2 \u00e8 costretto a vivere mille identit\u00e0 differenti e soltanto nel tempo residuale tornare nei prorpi panni. Tom lo scopre a proprie spese e cos\u00ec fa anche Berta che da subito divine una sorta di vedova Chabert. \u00a0Lei \u00e8 il vero protagonista \u00a0del romanzo (almeno per l\u2019autore che la onora del titolo), perch\u00e9 \u00e8 lei che \u00e8 costretta alla scelta pi\u00f9 difficile: vestire i panni della vedova che non rinuncia alla propria scelta o guardare avanti e rifarsi una vita? Lei come Tom aveva scelto. E non voleva tornare indietro nemmeno quando i funzionari di Sua Maest\u00e0 le hanno iniziato a versare una pensione di reversibilit\u00e0. Tom invece \u00e8 meno forte di lei; nelle sue tante vite \u201cposticce\u201d ha cercato di passare il tempo nel modo meno impegnativo non riuscendoci per\u00f2 del tutto.<\/p>\n<p>Il romanzo \u00e8 ricco di colpi di scena e offre un interessante scorcio della storia spagnola e di quella inglese, raccontate praticamente in parallelo, da Franco alla Thatcher passando per la guerra delle Falkland. Ma si legge come un classico, come un testo shakespeariano. Si legge come <i>l\u2019Enrico<\/i> <i>V<\/i> e proprio come il celebre re, vincitore sui francesi, viene messo sotto accusa dal Bardo per il suo subdolo mimetizzarsi in mezzo ai soldati per coglierne l\u2019umore prima della battaglia, cos\u00ec Marias ci pone di fronte alle doppiezze della Intelligence, costretta ai pi\u00f9 feroci e ingannevoli mezzi per non intaccare l\u2019ordine costituito.<\/p>\n<p>Ce ne sono di argomenti per fare di questo un romanzo da tenere bene in vista negli scaffali della propria biblioteca. Un libro che si rilegger\u00e0 con intatto piacere e profitto anche fra cinquant\u2019anni, quando magari il nuovo ordine costituito avr\u00e0 cancellato confini e monete. \u00a0Perch\u00e9 non soltanto ci offre i dubbi e i tormenti dell\u2019agente segreto ma anche l\u2019imperscrutabile amore che la moglie gli porta. E la sua fedelt\u00e0, la fedelt\u00e0 di Berta Isla, resta un mistero affascinante e seducente come un\u2019opera d\u2019arte di cui non capiamo la genesi ma di cui ammiriamo con beatitudine il risultato finale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Siamo davvero sicuri che si possa vivere un\u2019altra vita qualora il destino ce la possa offrire? Sicuri che si possa abbandonare la propria identit\u00e0, il proprio vissuto, ormai stratificato come una corteccia che ci fa da filtro con il mondo esterno, per\u00a0scegliere\u00a0di essere un altro? Javier Marias, lo scrittore spagnolo gi\u00e0 autore di bestseller apprezzati dalla critica come Domani nella battaglia pensa a me \u00a0e Tutte le anime, nel suo ultimo romanzo (Berta Isla, pubblicato come i precedenti da Einaudi) ci offre la sua risposta. Marias dice che no, non si pu\u00f2 abbandonare del tutto il proprio passato. 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