{"id":1199,"date":"2019-09-10T19:07:01","date_gmt":"2019-09-10T17:07:01","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/?p=1199"},"modified":"2019-09-10T20:21:48","modified_gmt":"2019-09-10T18:21:48","slug":"viaggiare-in-treno-con-max-aub","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2019\/09\/10\/viaggiare-in-treno-con-max-aub\/","title":{"rendered":"Viaggiare in treno con Max Aub"},"content":{"rendered":"<p>La letteratura crea legami incredibili. Non solo perch\u00e9 resistenti ma per la loro imprevedibilit\u00e0. Quando si viene a sapere che un amico o conoscente ama lo stesso libro introvabile e fuori moda che tu leggi e rileggi e che conservi gelosamente, sboccia un sentimento di soddisfatta gratitudine proprio nei confronti della letteratura. Non solo ci apre mondi e ci offre punti di vista affatto originali, ma ci consente di parlarci e di comunicarci le nostre pi\u00f9 complesse idee ed emozioni. Se poi un libro amato e venerato \u00e8 oggetto di ammirazione in una persona che ci apprestiamo a conoscere \u00e8 naturale andare alla ricerca delle cosiddette affinit\u00e0 elettive.\u00a0 Il &#8220;riconoscimento&#8221;\u00a0 di una forte affinit\u00e0, per esempio, mi \u00e8 capitato ultimamente quando ho citato un libro molto particolare. Si tratta di <em>Omicidi esemplari<\/em>. E&#8217; stato scritto alla fine degli anni Cinquanta in Messico da un autore cosmopolita e quasi apolide, <strong>Max Aub<\/strong>, che scelse appunto il Paese americano come luogo di definitiva residenza e del quale prese anche la nazionalit\u00e0 e dove mor\u00ec nel 1972. In verit\u00e0 Aub nasce in Francia (Parigi\u00a0 1903) da padre bavarese e madre francese di origine ebraica. E la sua vita \u00e8 un lungo viaggio verso un porto sicuro, un luogo dove non si rischia la vita per le proprie idee politiche (come gli era accaduto in Spagna durante la guerra civile) e per le proprie origine (aveva abbandonato l&#8217;Europa poco prima della seconda guerra mondiale). Aub si \u00e8 portato dall&#8217;Europa una straordinaria eredit\u00e0: il surrealismo e la vivacit\u00e0 delle avanguardie del primo Novecento e le aveva rielaborate in una produzione drammaturgica molto ampia e affatto originale. Eppure in Italia \u00e8 conosciuto soprattutto per questo libercolo pubblicato nel 1981 da <strong>Sellerio<\/strong>. <em>Delitti esemplari<\/em>\u00a0\u00e8 una raccolta di apologhi freddi e incisivi. Sono le confessioni di &#8220;una mente pericolosa&#8221;. Una mente\u00a0 che non ama il dialogo e il confronto. E che tutto risolve con impietosa freddezza. Questi apologhi non sono soltanto un <em>divertissement<\/em> che passa dallo scrittore al lettore senza soluzione di continuit\u00e0. Sono anche un monito quanto mai valido oggi. Aprendo i quotidiani, ogni giorno scoviamo infatti notizie che parlano di delitti provocati da raptus e comunque considerati dagli osservatori e dai cronisti &#8220;inspiegabili&#8221;.\u00a0 Le &#8220;confessioni&#8221; raccolte da Aub sono s\u00ec pura invenzione ma raccontano di delitti che\u00a0 quotidianamente saremmo disposti a compiere se non fossimo governati da un potente super-Io. D&#8217;altronde chi non vorrebbe liberare antipatie e insofferenze con un delitto senza castigo? Ne prendo uno a caso per dare un po&#8217; il senso e il sapore di questo sapido piatto surrealista: &#8220;Mi bruci\u00f2, forte, con la sigaretta. Non dico che lo fece con cattiva intenzione. Ma il dolore \u00e8 lo stesso. Mi bruci\u00f2; mi fece male, vidi rosso, lo uccisi. Non ebbi &#8211; nemmeno io &#8211; intenzione di farlo. Ma avevo quella bottiglia in mano&#8221;. Sull&#8217;utilit\u00e0 di rileggere Aub oggi non serve nemmeno dilungarsi. Siamo precipitati in un tempo in cui l&#8217;odio e\u00a0 l&#8217;impulsivit\u00e0 sembrano comandare e dirigere i nostri istinti meno razionali. Il dialogo e il confronto\u00a0 civile sono dei pallidi ricordi di un tempo ormai lontano. Ecco perch\u00e9 ci farebbe bene leggere <em>Delitti esemplari<\/em>: per ridere e sorridere di queste provocazioni d&#8217;artista. Perch\u00e9 il riso, si sa, ci aiuta a esorcizzare quella che \u00e8 senza dubbio una delle pi\u00f9 pericolose debolezze dell&#8217;uomo del XXI secolo.<\/p>\n<p>Questi istinti omicidi, per fortuna, sono occasioni rare. Capitano per\u00f2 nella vita di tutti e anche nelle occasioni pi\u00f9 comuni. E pur se restano latenti dimostrano la nostra incapacit\u00e0 di adattamento all&#8217;ambiente in cui ci troviamo. Per esempio la mia copia di questo prezioso libretto mi \u00e8 stata donata da un amico al quale avevo confessato (eravamo a met\u00e0 degli anni Ottanta quando iniziavano a diffondersi nelle nostra rete ferroviaria i treni con i vagoni senza scompartimenti) la mia idiosincrasia nei confronti dei vecchi treni con gli scompartimenti a sei posti. Dove, insomma, il viaggio poteva dimostrarsi una via crucis se gli altri\u00a0 viaggiatori si dimostravano rumorosi, impiccioni o molesti. Meglio i nuovi treni, avevo confessato all&#8217;amico. Questi mi regal\u00f2 allora il libro di Max Aub che sentiva molto adatto a curare la mia vaga misantropia. Di questo ancora lo ringrazio. Come ringrazio l&#8217;amica che l&#8217;altro giorno mi ha confessato di amare lo stesso libro. E di mal sopportare, in egual misura, i lunghi viaggi ferroviari nei vecchi scompartimenti a sei posti. Se non sono affinit\u00e0 elettive queste&#8230;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La letteratura crea legami incredibili. Non solo perch\u00e9 resistenti ma per la loro imprevedibilit\u00e0. Quando si viene a sapere che un amico o conoscente ama lo stesso libro introvabile e fuori moda che tu leggi e rileggi e che conservi gelosamente, sboccia un sentimento di soddisfatta gratitudine proprio nei confronti della letteratura. Non solo ci apre mondi e ci offre punti di vista affatto originali, ma ci consente di parlarci e di comunicarci le nostre pi\u00f9 complesse idee ed emozioni. 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