{"id":12,"date":"2013-07-31T09:34:29","date_gmt":"2013-07-31T09:34:29","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/?p=12"},"modified":"2013-07-31T09:34:29","modified_gmt":"2013-07-31T09:34:29","slug":"il-topo-di-biblioteca-diventera-nomade-ma-ci-vuole-tempo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2013\/07\/31\/il-topo-di-biblioteca-diventera-nomade-ma-ci-vuole-tempo\/","title":{"rendered":"Il topo di biblioteca diventer\u00e0 nomade (ma ci vuole tempo)"},"content":{"rendered":"<p>La cultura \u00e8 un valore. Ma pu\u00f2 essere anche un peso. Una zavorra sotto forma di libri. Tanti. Spesso preziosi, talvolta rari, di solito interessanti, mai inutili. C\u00e0pitano, per\u00f2, anche titoli superati, noiosi. Libri, questi ultimi, il cui peso e volume hanno la meglio sul contenuto. Da qui parte questo blog. Ambisce a essere\u00a0 strumento utile per liberarsi di zavorre inutili e di segnalare quei titoli che avranno sempre un peso specifico altamente interessante. Chi deve costruirsi una biblioteca deve prima o poi inevitabilmente pesare i volumi. Saggiarne la consistenza e lo spazio occupato e capire quanti possono continuare ad abitare indisturbati come suoi coinquilini e quanti, invece, devono cercarsi un altro indirizzo. E questo \u2013 datemi retta \u2013 prima o poi accade a tutti. Se non intervengono i traslochi di domicilio, c\u2019\u00e8 sempre il fattore \u201caccumulo proditorio\u201d a costringere alla resa. Tanti bestseller, tanti capolavori stagionali (e la stagione \u00e8 sempre quella calda, chiss\u00e0 perch\u00e9), tanti titoli discussi (e soprattutto discutibili) dovranno fare le valigie. Anzi infilarsi tutti ordinatamente dentro una sacca capiente e sloggiare. Alle loro spalle recupereranno spazio e respiro quelli che non si possono mandare via. Quelli, in buona sostanza, che non hanno ancora esaurito di regalarci\u00a0 preziose informazioni e suggestioni. Di questi ultimi parleremo. Con buona pace di coloro che credono nel futuro della tecnologia. Quella, per intenderci, che grazie agli e-reader, agli smartphone e ai tablet potrebbe scompigliare le carte di questo sommario ragionamento. Una tavoletta leggera e tascabile (l\u2019e-reader, appunto) potrebbe, infatti, contenere tutta una biblioteca domestica. Usare il condizionale \u00e8 d\u2019obbligo per due motivi. In primo luogo perch\u00e9 anche se ci mettessimo fin da subito al lavoro per riempire questa preziosa tavoletta, avremo sempre alle nostre spalle cumuli di libri da \u201csmaltire\u201d o da proteggere come ricordi preziosi. E poi perch\u00e9 il mercato dell\u2019e-book \u00e8 ancora molto giovane e \u201cimmaturo\u201d per poter impensierire se non altri almeno chi lavora nel settore dei traslochi. I titoli digitali rappresentano appena (dati Aie) l\u20191,8% del mercato. E si vendono appena 60mila libri digitali l\u2019anno (contro il milione della Gran Bretagna, ad esempio). Semmai l\u2019unico dato che davvero pu\u00f2 preoccupare chi non si fa irretire dalle novit\u00e0 da sfoggiare sulla spiaggia \u00e8 quello riguardante i libri \u201cdi catalogo\u201d, che perdono ancora quote di mercato (circa l\u20198% rispetto al biennio 2010-2011) a favore delle novit\u00e0. Tra note positive e negative, ce ne vuole ancora di tempo per trasformare i lettori forti (quelli che non si separerebbero troppo a lungo dai loro amati volumi) in nomadi potenziali, capaci di cambiare domicilio e citt\u00e0 di continuo, grazie alla leggerezza di un tablet o di un e-reader ben forniti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La cultura \u00e8 un valore. Ma pu\u00f2 essere anche un peso. Una zavorra sotto forma di libri. Tanti. 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