{"id":1216,"date":"2019-11-10T18:16:57","date_gmt":"2019-11-10T17:16:57","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/?p=1216"},"modified":"2019-11-10T19:40:13","modified_gmt":"2019-11-10T18:40:13","slug":"in-miniera-con-margaret-atwood","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2019\/11\/10\/in-miniera-con-margaret-atwood\/","title":{"rendered":"In miniera con Margaret Atwood"},"content":{"rendered":"<p>La consapevolezza di chi legge deve essere nutrita della consapevolezza di chi scrive. Questa la mia prima riflessione chiudendo il libro <em>Negoziando con le ombre<\/em>. \u00c8 una raccolta di saggi. L\u2019ha scritta <strong>Margaret Atwood<\/strong> (e in Italia l\u2019ha pubblicata <strong>Ponte alle Grazie<\/strong> che edita tutti i suoi titoli). La scrittrice canadese in questo momento \u00e8 presente in tutte le librerie con i suoi titoli pi\u00f9 conosciuti. Vincitrice di numerosi premi, candidata anche al Nobel, osannata dalla critica e dal pubblico. E non solo. E\u2019 diventata anche una star grazie al successo che la traduzione televisiva (per una <em>fiction<\/em> in pi\u00f9 puntate) tratta dal <em>Racconto dell\u2019ancella<\/em> ha avuto. Leggerla in questo momento pu\u00f2 diventare quasi una cosa scontata. Prima di immergermi nella lettura di alcuni di questi titoli (oltre al gi\u00e0 citato <em>Racconto<\/em> nella traduzione di <strong>Camillo Pennati<\/strong>, mi riprometto di leggere anche la raccolta <em>Fantasie di stupro<\/em>, tradotta da <strong>Gaja Lombardi Cenciarelli<\/strong>), sono andato a cercare nella libreria di casa. E in effetti un titolo c\u2019era. Ma non si trattava di un romanzo o di racconti. Bens\u00ec di una serie di saggi sul tema dello scrivere e del rapporto che ogni autore ha con la scrittura. Trovo questo tipo di lettura estremamente consolatorio. Soprattutto se gli autori sono americani. Vantano questi, infatti, un sano pragmatismo. E i loro saggi finiscono per accendere nel lettore pi\u00f9 di una speranza. Nel mio caso hanno funzionato benissimo in tal senso i testi di <strong>Raymond Carver<\/strong> e <strong>Stephen King<\/strong>. Ecco perch\u00e9 ho accettato di buon grado di riprendere in mano il libro della Atwood.<\/p>\n<p>Inutile descriverlo. Troverete quanto \u00e8 immaginabile ci sia: citazioni colte, \u201cfurti\u201d da classici, testimonianze, consigli di lettura prima che di scrittura. Insomma, le \u201csolite\u201d gustosissime cose. Idee illuminanti. Idee grazie alle quali, quando ti trovi alle prese con un buon romanzo, riesci anche a leggerlo con pi\u00f9 piacere e con maggiore consapevolezza della maestria che l\u2019autore ha riversato su quelle pagine.<\/p>\n<p>Personalmente <em>Negoziando con le ombre<\/em> diventer\u00e0 una mia pietra miliare. Mi ha illuminato soprattutto su un passaggio estremamente importante. Quello riguardante l\u2019ispirazione. La Atwood (nel capitolo finale del libro che d\u00e0 il titolo a tutta la raccolta) ricorda una cena tra scrittori. Durante la quale citava la storia di <strong>Gilgamesh<\/strong> e del suo viaggio negli Inferi. E poi, rivolgendosi ai commensali, chiede: \u201cE voi? Dove andate a prenderla la storia?\u201d \u201cL\u00e0 dove si trova\u201d rispondono in coro, ma senza dare ulteriori indicazioni. Perch\u00e9 le indicazioni, appunto, non ci sono. E qui arriva il punto pi\u00f9 fascinoso del libro: la confessione che lo scrittore si consuma dietro una scommessa che non sa se vincer\u00e0. E soprattutto accetta di effettuare un viaggio di cui ignora l\u2019itinerario e la meta finale. \u201cLa storia \u00e8 nell\u2019oscurit\u00e0. Ecco perch\u00e9 si dice che l\u2019ispirazione viene per illuminazioni. Entrare in una narrazione vuol dire percorrere una strada oscura. Non si riesce a vedere molto pi\u00f9 in l\u00e0 del proprio naso\u201d. In fondo anche <strong>Virginia Woolf<\/strong> lo aveva confessato con la stessa umile lucidit\u00e0. \u201cScrivere un romanzo \u00e8 come camminare in una stanza buia, tenendo in mano una lampada che illumina ci\u00f2 che gi\u00e0 si trova comunque dentro la stanza\u201d.<\/p>\n<p>A questo punto la perizia, la \u201cpenna\u201d dell\u2019autore, la conoscenza e la frequentazione di tutti gli attrezzi del mestiere, sono elementi importanti. Tuttavia, molto, se non l\u2019essenziale, risiede in un fattore assolutamente indeterminabile. In quel piccolo tratto di sentiero illuminato dalla lampada che l\u2019autore tiene in mano. Dove andr\u00e0 Emma (Bovary)? Con chi parler\u00e0? Nelle braccia di chi cadr\u00e0? E Anna (Karenina)? Quale strada percorrer\u00e0?\u00a0 Gli scrittori hanno idee e suggestioni, ma inevitabilmente il percorso che devono fare, passo dopo passo, \u00e8 lo stesso di chi nel buio di una miniera pu\u00f2 illuminare soltanto i pochi metri di fronte a s\u00e9. Quindi potrebbe scegliere sempre strade diverse da quella che si trova a percorrere. Basterebbe un banale scarto di lato e il minatore si troverebbe nella galleria sbagliata.\u00a0 E il capolavoro resterebbe per sempre avvolto dall&#8217;oscurit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La consapevolezza di chi legge deve essere nutrita della consapevolezza di chi scrive. Questa la mia prima riflessione chiudendo il libro Negoziando con le ombre. \u00c8 una raccolta di saggi. L\u2019ha scritta Margaret Atwood (e in Italia l\u2019ha pubblicata Ponte alle Grazie che edita tutti i suoi titoli). La scrittrice canadese in questo momento \u00e8 presente in tutte le librerie con i suoi titoli pi\u00f9 conosciuti. Vincitrice di numerosi premi, candidata anche al Nobel, osannata dalla critica e dal pubblico. E non solo. 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