{"id":122,"date":"2013-09-30T08:45:38","date_gmt":"2013-09-30T06:45:38","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/?p=122"},"modified":"2013-09-30T12:04:14","modified_gmt":"2013-09-30T10:04:14","slug":"a-lezione-di-letteratura-francese-da-tarantino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2013\/09\/30\/a-lezione-di-letteratura-francese-da-tarantino\/","title":{"rendered":"A lezione di francese da Tarantino"},"content":{"rendered":"<p>Se dovessi pensare a qualche cosa di specificatamente letterario nel cinema, non mi verrebbe mai in mente <strong>Luchino Visconti<\/strong> e il suo <em>Gattopardo<\/em>. Cos\u00ec come non penserei all\u2019ultimo <strong>John Huston<\/strong>, quello del suo capolavoro-testamento: <em>The dead<\/em> (tratto da un racconto di <strong>Joyce<\/strong>). Penserei invece alla forza dei dialoghi o dei monologhi dei film di <strong>Quentin Tarantino<\/strong>. In quei dialoghi (penso soprattutto al capolavoro\u00a0 <em>Pulp fiction<\/em>, ma anche all\u2019ultimo <em>Django uncheined<\/em>), c\u2019\u00e8 la volutt\u00e0 della facondia che, da sola, \u00e8 capace di colorare con nettezza i tratti salienti dei personaggi. Insomma, personaggi che si conoscono e riconoscono per le cose che dicono e per come svolgono il loro discorso. Personaggi, nel caso del cinema di Tarantino, al limite dell\u2019improbabile, proprio come in un capolavoro letterario che si rispetti.<\/p>\n<p>Improbabile e quindi molto romanzesco risulta essere, tra gli altri, il cacciatore di taglie King Schulz (<strong>Christoph Waltz<\/strong>).<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/files\/2013\/09\/christoph-waltz.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-127\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/files\/2013\/09\/christoph-waltz.jpg\" alt=\"\" width=\"183\" height=\"275\" \/><\/a> Un austriaco che, nel film <em>Django uncheined<\/em>, se ne va in giro per il West a caccia di fuorilegge. Tra questo \u201cstraniero\u201d dagli occhi di ghiaccio e il \u201cnegriero\u201d Calvin J. Candie (<strong>Leonardo Di Caprio<\/strong>)\u00a0 \u00e8 subito disputa. E\u2019 subito gara a chi riesce ad ammaliare l\u2019altro con le parole e con i ragionamenti.<\/p>\n<p>Perderanno entrambi, pagando con la vita. Pocoprima del duello finale, per\u00f2, ecco la citazione che spiazza non certo il lettore forte, ma il giovane liceale s\u00ec. Il possidente e negriero senza scrupoli vince la noia organizzando incontri all\u2019ultimo sangue tra i suoi \u201cmandingo\u201d. Uno di questi, che si rifiuta di combattere, viene deliberatamente fatto sbranare dai cani davanti a tutti. E il suo nome \u00e8 D\u2019Artagnan. Proprio prima di colpire il negriero a morte, per vendicare quell&#8217;atrocit\u00e0 gratuita, l\u2019europeo dagli occhi di ghiaccio sfoggia la sua \u00a0superiorit\u00e0 culturale e lo ridicolizza. \u201cMa voi lo sapete chi \u00e8 D\u2019Artagnan? E chi era l\u2019autore dei <em>Tre moschettieri<\/em>?\u00a0Se lo sapeste forse avreste scelto un nome diverso per il vostro negro\u201d.<\/p>\n<p>Il riferimento \u00e8 proprio a quell\u2019<strong>Alexandre Dumas<\/strong> (padre)<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/files\/2013\/09\/dumas.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-128\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/files\/2013\/09\/dumas.jpg\" alt=\"\" width=\"220\" height=\"290\" \/><\/a> che aveva una nonna di colore e una mamma mulatta, finendo per nascere anch\u2019egli con i capelli crespi e la pelle leggermente <em>bronz\u00e9e<\/em>.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 di tante storie letterarie, pi\u00f9 di tante lezioni di storia francese, \u00e8 una brevissima scena in un grande film a incidere nella mente dei ragazzi un passaggio fondamentale della vita e dell&#8217;opera di uno scrittore.<\/p>\n<p>Qualcuno di questi giovani ammiratori del cinema di Tarantino magari uscir\u00e0 dal cinema con la curiosit\u00e0 di rileggersi <em>I tre moschettieri<\/em> o, ancor meglio, approfondire la storia del suo autore che pur essendo quello che oggi verrebbe considerato un volgarissimo autore di consumo, pu\u00f2 vantare (dal 2002) la tumulazione nientemeno che nel Panth\u00e9on parigino.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Se dovessi pensare a qualche cosa di specificatamente letterario nel cinema, non mi verrebbe mai in mente Luchino Visconti e il suo Gattopardo. 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