{"id":1226,"date":"2019-12-16T08:00:32","date_gmt":"2019-12-16T07:00:32","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/?p=1226"},"modified":"2019-12-09T18:03:21","modified_gmt":"2019-12-09T17:03:21","slug":"basta-foglie-di-fico-sulle-opere-darte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2019\/12\/16\/basta-foglie-di-fico-sulle-opere-darte\/","title":{"rendered":"Basta foglie di fico sulle opere d\u2019arte!"},"content":{"rendered":"<p>La stesura di questa sorta di diario pubblico di un lettore appassionato (quale io considero me stesso) offre un grande vantaggio: il continuo confronto con lettori altrettanto appassionati (e spesso ben pi\u00f9 preparati di me). L\u2019ultima lettera che ho ricevuto riguarda lo spinoso tema del politically correct. Me la spedisce Albert2017 sollecitando una mia opinione sulla questione. Vale la pena riprodurla (e lo faccio con il consenso dell\u2019interessato) perch\u00e9 offre spunti davvero notevoli.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Gentile dr. Borgia,<\/i><\/p>\n<p><i>gradirei la sua opinione a proposito di un fenomeno sgradevole \u2013 anzi odioso! &#8211;\u00a0\u00a0 che purtroppo sembra in crescita: la censura dei vecchi libri (soprattutto inglesi) , in nome del \u201cpolitically correct\u201d. Mi spiego meglio. A me piace leggere i testi originali, e ho comprato le edizioni in inglese di parecchi dei romanzi e saggi pi\u00f9 noti. Ebbene, sono rimasto indignato (credo sia la parola giusta) nel notare le censure e le modifiche che negli ultimi anni sono state effettuate sui testi originali, per eliminare termini ritenuti \u201coffensivi\u201d rispetto alla mentalit\u00e0\u00a0 del 21\u00b0 secolo. Le faccio alcuni esempi. Io ho l\u2019edizione inglese del capolavoro di Agatha Christie \u201c10 piccoli indiani\u201d. Nell\u2019edizione originale del 1939 \u2013 come noto \u2013 l\u2019isola in cui si svolge il racconto si chiama Nigger Island, e l\u2019autrice chiama \u201cnegretti\u201d i protagonisti della filastrocca. Tuttavia, nelle edizioni inglesi attuali (Harper\/Collins, Penguin, etc.) quei termini ritenuti \u201crazzisti\u201d sono stati ridicolmente modificati. Quindi Nigger Island \u00e8 diventata un\u2019improbabile \u201cSoldier Island&#8221; = isola del soldato, modifica che peraltro deforma e travisa\u00a0 totalmente l\u2019opera originale, nella quale la Christie aveva scritto chiaramente che quell\u2019isola aveva quel nome perch\u00e9 la sua forma somigliava al profilo negroide di una testa. Ma quel romanzo \u00e8 stato amputato e deformato anche in altre parti. Ad esempio, all\u2019inizio la Christie fa dire ad uno dei suoi personaggi (Lombard): \u201cgli ebrei non li puoi ingannare sulle questioni di denaro, gli ebrei sanno.\u201d Ebbene, anche questa espressione originale \u00e8 stata assurdamente censurata e cambiata ed \u00e8 diventata: \u201cnon puoi ingannare uomini come quello sul denaro, loro sanno\u201d. A me pare che quest\u2019opera di modifica e censura delle edizioni originali dei capolavori letterari possa essere definita in un solo modo: pura imbecillit\u00e0. Infatti \u00e8 noto a qualsiasi lettore che la mentalit\u00e0 e la cultura dei decenni e dei secoli scorsi era diversa da quella attuale. Se leggo un romanzo o un saggio\u00a0 degli anni \u201970, ad esempio, trover\u00f2 sicuramente l\u2019espressione \u201chandicappato\u201d, anzich\u00e9 disabile come si usa oggi, ma a quell\u2019epoca era del tutto normale. Se leggo i romanzi di Giorgio Scerbanenco degli anni \u201860 \u2013 ad esempio \u2013 scoprir\u00f2 che a quell\u2019epoca i gay venivano definiti \u201cinvertiti\u201d, e noter\u00f2 che lo scrittore manifesta una evidente omofobia nei loro confronti.\u00a0 Ma 50 \u2013 60 anni fa quella era la mentalit\u00e0 corrente, e quelli erano i termini che si usavano. Ma ovviamente ci\u00f2 non mi autorizza a censurare e deformare le espressioni degli scrittori di quell\u2019epoca! \u00a0Se leggo Dickens, ad esempio, scoprir\u00f2 che nel XIX secolo \u00a0il lavoro minorile era del tutto comune, e le punizioni corporali dei bambini da parte di genitori e maestri erano considerate un normale sistema educativo. Che facciamo? Censuriamo e cambiamo tutto David Copperfield e gli altri grandi romanzi di Dickens, perch\u00e9 non sono \u201cpolitically correct\u201d? \u00a0Ma allora dovrei censurare anche la Divina Commedia, perch\u00e9 magari gli islamici si \u201coffendono\u201d, vedendo che Dante manda all\u2019inferno Maometto, sottoponendolo ad un supplizio che lo deforma nel corpo.<\/i><\/p>\n<p>La lettera tocca punti molto sensibili della questione. E ovviamente, da lettore appassionato qual \u00e8, Albert 2017 si mostra offeso nella sua intelligenza quando afferma che tutti i lettori sanno che la mentalit\u00e0 di oggi \u00e8 differente da quella di un secolo fa o di qualsiasi altra epoca e che non hanno certo bisogno di essere accompagnati da un tutor nella lettura.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che mi sento di aggiungere su questo tema si pu\u00f2 racchiudere in poche frasi. Intanto serve una premessa. Il ricorso a questo artificio del politically correct \u00e8 dovuto al fatto che viviamo in un\u2019epoca popolata da gente piuttosto suscettibile che convive fianco a fianco di altra gente poco propensa a tenere comportamenti rispettosi della diversit\u00e0. Ecco perch\u00e9, soprattutto nel mondo anglosassone, si fa grande uso di questo artificio retorico. Diciamo che, come tutte le cose che nascono per un valido motivo, finisce per recare pi\u00f9 danni che vantaggi se utilizzata da persone prive di misura e di buonsenso.<\/p>\n<p>Poi c\u2019\u00e8 da sottolineare quel passaggio dove Albert2017 parla della smaliziata cultura del lettore appassionato. Capacit\u00e0 questa che gli fa tranquillamente intuire il senso ultimo delle parole al di l\u00e0 e al di sopra della lettera. Ed \u00e8 qui che voglio soffermarmi. I romanzi, i libri in generale, servono per emanciparci. Per renderci persone pi\u00f9 colte e pi\u00f9 aperte. Come diceva Umberto Eco, leggere moltiplica a dismisura la nostra esperienza perch\u00e9 ci fa vivere tante vite (migliaia) oltre la nostra. Ecco perch\u00e9 diventiamo, con un profondo uso della lettura, persone migliori o quanto meno pi\u00f9 sensibili. Di sicuro diventiamo pi\u00f9 acculturati. Quindi stride lo zelo delle case editrici che mettono le foglie di fico sulle loro opere d\u2019arte nude. Perch\u00e9 mai? Sembra quasi che, operando in questo modo, ci vogliano tenere a uno stato di beata irresponsabilit\u00e0. Di immaturit\u00e0 perenne. Ma come? Non ci volevano emancipare proprio attraverso i libri? Cosa significa questa forma di censura se non impedirci di mettere alla prova la nostra maturit\u00e0 conquistata proprio parola dopo parola, pagina dopo pagina, \u201cvita\u201d dopo \u201cvita\u201d?<\/p>\n<p>Oltretutto il lettore vuole il testo originale non solo per rispetto della propria intelligenza ma anche per rispetto della creativit\u00e0 dell\u2019autore. La sua \u201ccifra stilistica\u201d non pu\u00f2 essere emendata. Perch\u00e9 questo finisce inevitabilmente \u00a0per snaturarla. E va poi ricordato che autori come Agatha Christie, Giorgio Scerbanenco o Charles Dickens non possono pi\u00f9 difendersi dalle \u201clibert\u00e0\u201d che si prendono i loro editori di oggi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La stesura di questa sorta di diario pubblico di un lettore appassionato (quale io considero me stesso) offre un grande vantaggio: il continuo confronto con lettori altrettanto appassionati (e spesso ben pi\u00f9 preparati di me). L\u2019ultima lettera che ho ricevuto riguarda lo spinoso tema del politically correct. Me la spedisce Albert2017 sollecitando una mia opinione sulla questione. Vale la pena riprodurla (e lo faccio con il consenso dell\u2019interessato) perch\u00e9 offre spunti davvero notevoli. &nbsp; Gentile dr. 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