{"id":1277,"date":"2020-08-02T10:49:41","date_gmt":"2020-08-02T08:49:41","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/?p=1277"},"modified":"2020-08-02T14:28:20","modified_gmt":"2020-08-02T12:28:20","slug":"calvino-pentito-ma-non-troppo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2020\/08\/02\/calvino-pentito-ma-non-troppo\/","title":{"rendered":"Calvino pentito ma non troppo"},"content":{"rendered":"<p>Abolite le mezze stagioni, archiviate le abitudini pi\u00f9 radicate, esistono poche certezze. Una di queste \u00e8 la presenza del <b>Calvino<\/b> della Trilogia degli antenati nell\u2019elenco delle letture estive dei nostri ragazzi. Visto che faccio un\u2019enorme fatica a capire i nostri ragazzi e a cogliere gli aspetti salienti del loro immaginario, ho voluto rileggere uno di questi libri. Immaginando di essere un quindicenne di oggi per vedere l\u2019effetto che fa. E cos\u00ec ho riaperto<i> Il visconte dimezzato<\/i> (posseggo l\u2019edizione del giugno del \u201990, la prima pubblicata da <b>Mondadori<\/b> dopo l\u2019acquisizione dei diritti delle scrittore scomparso prematuramente nel 1985).<\/p>\n<p>Se fossi un ragazzo di oggi avrei difficolt\u00e0 a sopportare la compiaciuta vena favolistica del racconto. E non credo che i nostri figli oggi apprezzerebbero quell\u2019atmosfera sospesa e vaga. Quel tempo lontano, quei costumi antichi, quella comunione piena con la natura. Ho anche segnato una ventina (ma probabilmente il mio computo erra per difetto) di termini che oggi risultano non solo desueti ma proprio incomprensibili.<\/p>\n<p>La storia poi \u00e8 piuttosto lenta nel suo procedere e chiede al lettore una partecipazione pi\u00f9 che attiva. Per non dire di quell\u2019alternarsi monotono tra le sortite del Gramo e le azioni del Buono. I ricordi delle mie precedenti letture erano abbastanza vividi e gi\u00e0 aspettavo il finale moraleggiante quando, all\u2019improvviso, un guizzo di Calvino mi ha fatto sobbalzare.<\/p>\n<p>Per spigare come e perch\u00e9 dovr\u00f2 comunque riassumere brevemente la storia. Il visconte Medardo di Torralba parte per la guerra agli infedeli. Un colpo di cannone quasi lo uccide, strappandogli met\u00e0 del corpo. E cos\u00ec conciato torna nella sua terra e al suo castello. La sua rabbia, il suo dolore trovano come unisco sfogo quello di dimezzare ogni cosa (vivente e non). Vuole un mondo a sua immagine e non frena mai la sua indole cattiva. Ad un certo punto, per\u00f2, in paese e nel contado iniziano ad avere le idee confuse perch\u00e9 il visconte inizia a profondersi in azioni tutt\u2019altro che pestifere. E cos\u00ec Terralba diventa il teatro di un favolistico duello tra il bene e il male.La favola calviniana si chiude proprio come il pi\u00f9 classico dei <i>c\u00f4nte moral<\/i>. Con buona pace dei nostri adolescenti che possono cos\u00ec ripetere\u00a0 all\u2019insegnante il perch\u00e9 e il per come un uomo si divida sempre tra il bene e il male. E che \u00e8 la nostra natura con cui dobbiamo sempre fare i conti.<\/p>\n<p>Ma c\u2019\u00e8 un ma. E lo si trova quasi alla fine dell\u2019esilissimo libro (soltanto un centinaio di pagine, altro motivo di seduzione per i nostri ragazzi). Calvino (o meglio il giovane narratore) sta raccontando l\u2019ennesima incursione della met\u00e0 buona del protagonista nel villaggio dei lebbrosi. Va bene che si prodiga a curare tutti, ma inizia a rompere con tutti i suoi accenni morali, con i suoi suggerimenti, con le sue norme di buon vivere secondo una morale fin troppo rigida. Anche gli ugonotti non ne possono pi\u00f9 della \u00a0met\u00e0 sinistra (guarda il caso) di quello che un tempo era il coraggioso visconte. Questi vorrebbe che gli stakanovisti ugonotti regalassero i raccolti alle popolazioni di pianura che muoiono di fame. Va bene la\u00a0carit\u00e0, pensa il capo degli ugonotti, Ezechiele, ma rimetterci del nostro non se ne parla proprio!<\/p>\n<p>Se fosse possibile aggiornare <i>Il visconte dimezzato<\/i>, io lo interromperei a questo punto, quando lebbrosi e ugonotti iniziano a vedere sotto una luce diversa la met\u00e0 destruens e destra del visconte.<\/p>\n<p>Eravamo soltanto nel 1951 quando Calvino scriveva il suo secondo romanzo. E gi\u00e0 c\u2019era, in nuce, la prima (subito soffocata) ribellione alla dittatura del\u00a0<i>politically correct<\/i>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Abolite le mezze stagioni, archiviate le abitudini pi\u00f9 radicate, esistono poche certezze. 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