{"id":1300,"date":"2020-11-19T19:36:31","date_gmt":"2020-11-19T18:36:31","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/?p=1300"},"modified":"2020-11-20T06:47:27","modified_gmt":"2020-11-20T05:47:27","slug":"roth-e-lincubo-delle-ambulanze-prese-a-calci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2020\/11\/19\/roth-e-lincubo-delle-ambulanze-prese-a-calci\/","title":{"rendered":"Roth e l&#8217;incubo delle ambulanze prese a calci"},"content":{"rendered":"<p>I classici ci aiutano a leggere il presente. Lo abbiamo gi\u00e0 ripetuto tante volte. Eppure mi meraviglio sempre di questa grande qualit\u00e0 dei romanzi &#8220;immortali&#8221;. L&#8217;ultimo che mi \u00e8 capitato sotto mano \u00e8\u00a0<em>Il complotto contro l&#8217;America<\/em> di\u00a0<strong>Philip Roth<\/strong>. Non parla certo di tamponi, mascherine e distanziamento sociale eppure \u00e8 risultato essere a suo modo una lettura davvero utile per capire come inquadrare e affrontare il fenomeno dei negazionisti, di coloro cio\u00e8 che negano l&#8217;esistenza di una pandemia pericolosa che sta letteralmente condizionando il nostro modo di vivere. Il romanzo di Roth ha gi\u00e0 sedici anni, essendo uscito negli Stati Uniti nel 2004 (da noi \u00e8 arrivato l&#8217;anno dopo grazie all&#8217;edizione Einaudi). Anche qui Roth intreccia una potenziale autobiografia con una controstoria dell&#8217;America. Un romanzo ucronico, verrebbe da dire, visto che Roth immagina che il piccolo Philip e suo fratello Sandy nella loro casa di Newark assistono all&#8217;ascesa politica di Charles Lindbergh. Il celebre pilota d&#8217;aereo che nel 1940 diventa inopinatamente presidente degli Stati Uniti al posto di Franklin Delano Rooslvelt. E ottiene la conquista della Casa Bianca perch\u00e9 concentra la sua campagna elettorale su un concetto fondamentale: l&#8217;America non deve mandare a morire i suoi ragazzi in Europa perch\u00e9 Hitler non \u00e8 un nemico.\u00a0 Questo romanzo intreccia molto bene il privato della vita della famiglia Roth, ebrei integrati nella comunit\u00e0 di Newark, con le sempre pi\u00f9 marcate politiche antisemite dell&#8217;amministrazione americana. Discriminazioni che si intrecciano con un crescente odio e un altrettanto crescente pregiudizio in tutti gli strati della societ\u00e0 americana, soprattutto quella rurale. Alla fine\u00a0 quando ormai i <em>progrom<\/em> sono una probabilit\u00e0 tutt&#8217;altro che remota il vento della Storia cambia d&#8221;improvviso direzione. Non prima, per\u00f2, di aver mostrato a quale cieca violenza pu\u00f2 abbandonarsi anche il popolo pi\u00f9 mite se cullato dai pregiudizi e blandito da quelle che oggi vengono chiamate <em>fake news<\/em> ma che sono sempre esistite sotto la voce &#8220;bugie macroscopiche&#8221; (fin dai tempi della diffusione dei fantomatici <em>Protocolli dei Savi di Sion\u00a0<\/em>a inizio Novecento nella Russia zarista).<\/p>\n<p>Con questo libro Roth non cede per una volta all&#8217;impulso di affidarsi al solito registro dell&#8217;autoironia. L&#8217;argomento ovviamente non si prestava. Per\u00f2 la ricostruzione del crescente odio nei confronti degli ebrei americani pu\u00f2 trovare un analogo nella situazione che ci troviamo a vivere in queste settimane. I negazionisti della letalit\u00e0 del Covid non sono un problema. Al massimo un piccolo disturbo per l&#8217;ordine pubblico. Eppure la loro martellante propaganda, fatta di sciocchezze e banalit\u00e0 disarmanti, ha finito per condizionare parte dell&#8217;opinione pubblica e soprattutto a rendere ancor pi\u00f9 teso il clima che si respira. E penso con orrore all&#8217;escalation degli ultimi giorni quando operatori sanitari, infermieri, e personale delle autoambulanze sono stati bersaglio di atti vandalici e di violenza verbale (e non solo verbale).\u00a0 Episodi di cronaca davvero assurdi che si giustificano con un sempre maggior diffusione di notizie false e prive del pi\u00f9 elementare fondamento logico.\u00a0 Provocando in noi lo stesso stupore disarmato che provava il padre del piccolo Philip, un assicuratore che aveva creduto con forza nel sogno americano e nella bont\u00e0 dei principi democratici, come noi crediamo e non smettiamo di farlo nello Stato di diritto e nella scienza.<\/p>\n<p>Piccola postilla.<\/p>\n<p>Il romanzo termina con l&#8217;entrata in guerra degli Stati Uniti a fianco dell&#8217;Inghilterra. Insomma la verit\u00e0 storica alla fine viene ripristinata. E Roth offre anche al lettore un apparato biografico autentico dei protagonisti e dei comprimari di quel periodo della storia americana. Fino a pubblicare lo stralcio di un comizio tenuto dallo stesso Lindbergh a Des Moines nel settembre del 1941, che riletto oggi verrebbe tacciato di palese antisemitismo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>I classici ci aiutano a leggere il presente. Lo abbiamo gi\u00e0 ripetuto tante volte. Eppure mi meraviglio sempre di questa grande qualit\u00e0 dei romanzi &#8220;immortali&#8221;. L&#8217;ultimo che mi \u00e8 capitato sotto mano \u00e8\u00a0Il complotto contro l&#8217;America di\u00a0Philip Roth. Non parla certo di tamponi, mascherine e distanziamento sociale eppure \u00e8 risultato essere a suo modo una lettura davvero utile per capire come inquadrare e affrontare il fenomeno dei negazionisti, di coloro cio\u00e8 che negano l&#8217;esistenza di una pandemia pericolosa che sta letteralmente condizionando il nostro modo di vivere. 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