{"id":1312,"date":"2020-12-24T11:20:49","date_gmt":"2020-12-24T10:20:49","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/?p=1312"},"modified":"2020-12-24T22:32:50","modified_gmt":"2020-12-24T21:32:50","slug":"il-pettegolezzo-a-lode-di-umberto-eco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2020\/12\/24\/il-pettegolezzo-a-lode-di-umberto-eco\/","title":{"rendered":"Il pettegolezzo a lode di Umberto Eco"},"content":{"rendered":"<p>Sono passati quarant\u2019anni esatti dall\u2019uscita del romanzo Il nome della rosa di Umberto Eco. L\u2019autore e il libro sono stati ampiamente ricordati e celebrati. E non \u00e8 proprio il caso di aggiungere altro. Mi \u00e8 tuttavia venuto in mente un fatto che \u00e8 stato poco considerato. Non soltanto nel corso di queste celebrazioni, ma in generale nella lunga e articolata bibliografia critica del celebre semiologo.<br \/>\nUmberto Eco ha legato il suo nome ad alcuni dei momenti pi\u00f9 significativi della critica militante e della letteratura d\u2019avanguardia del Novecento. A torto o a ragione, \u00e8 stato comunque un protagonista. Ma il suo romanzo pi\u00f9 celebre ha anche innescato una delle pagine meno conosciute ma non per questo meno interessanti della vita letteraria dell\u2019ultimo quarto del \u201csecolo breve\u201d nel nostro Paese.<br \/>\nMolti hanno esaltato il suo \u201cesperimento\u201d con il romanzo storico e con il genere del giallo filosofico. Molti hanno apprezzato l\u2019intelligenza e la cultura. Tantissimi, per\u00f2, hanno soprattutto invidiato (ma a voce bassa) il successo planetario ottenuto dal teorico dell\u2019\u201dopera aperta\u201d. Con la sua opera pi\u00f9 chiusa Umberto Eco ha infatti scatenato i peggiori istinti dei migliori scrittori.<br \/>\nDi questa reazione a catena si sa poco. Semplicemente perch\u00e9 non si \u00e8 chiesto agli editor, ai direttori di collane e agli editori puri, che all\u2019epoca gestivano un settore ancora vitale e florido, di essere pettegoli.<br \/>\nDifficilmente uno storico della letteratura, un giovane dottorando o un giornalista serio e infaticabile chiederebbero a un editore di smascherare debolezze e piccinerie dei propri autori. Semplicemente perch\u00e9 tutti collaborano a un unico obiettivo: fare dei propri ronzini, cavalli di razza. E a caval donato, il lettore non guardi in bocca!<br \/>\nEppure nei primi anni Ottanta tanti autorevoli scrittori hanno chiesto ai rispettivi editor di fare dei loro romanzi dei bestseller come (se non meglio de) \u201cIl nome della rosa\u201d.<br \/>\nE non sto parlando di quegli scrittori che erano gi\u00e0 mainstream, e che anzi per questo motivo venivano snobbati dalla critica pi\u00f9 elitaria. Parlo invece degli scrittori con la A maiuscola, quelli che portavano al petto con orgoglio le medaglie dell\u2019avanguardia, della militanza e della critica spietata al Sistema e al canone.<br \/>\nDi un paio di queste (impensabili) richieste sono stato testimone oculare, quando &#8211; giovane e ingenuo &#8211; frequentavo per motivi di lavoro le case editrici.<br \/>\nEcco un merito che ancora non \u00e8 stato riconosciuto a Umberto Eco: aver smascherato alcuni bassi istinti di chi sulle pagine dei giornali radical chic faceva professione di ascesi letteraria ma poi sotto sotto si consumava nell\u2019invidia del successo commerciale del \u201ccompagno di strada\u201d.<br \/>\nPeccato che non ci sia memorialistica che racconti di quella reazione a catena. Sarebbe un successone editoriale degno de \u201cIl nome della rosa\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Sono passati quarant\u2019anni esatti dall\u2019uscita del romanzo Il nome della rosa di Umberto Eco. L\u2019autore e il libro sono stati ampiamente ricordati e celebrati. E non \u00e8 proprio il caso di aggiungere altro. Mi \u00e8 tuttavia venuto in mente un fatto che \u00e8 stato poco considerato. Non soltanto nel corso di queste celebrazioni, ma in generale nella lunga e articolata bibliografia critica del celebre semiologo. Umberto Eco ha legato il suo nome ad alcuni dei momenti pi\u00f9 significativi della critica militante e della letteratura d\u2019avanguardia del Novecento. A torto o a ragione, \u00e8 stato comunque un protagonista. 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