{"id":1318,"date":"2021-01-11T18:14:45","date_gmt":"2021-01-11T17:14:45","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/?p=1318"},"modified":"2021-01-11T18:14:45","modified_gmt":"2021-01-11T17:14:45","slug":"il-canone-dei-libri-mai-letti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2021\/01\/11\/il-canone-dei-libri-mai-letti\/","title":{"rendered":"Il canone dei libri mai letti"},"content":{"rendered":"<p>Ciclicamente i giornali confezionano a inizio anno classifiche di tutti i tipi. I migliori alberghi, le canzoni pi\u00f9 orecchiabili, le spiagge pi\u00f9 belle\u2026 Oppure riempiono un inserto con i cento libri da leggere almeno una volta nella vita. E anche quest\u2019anno i lettori di un grande quotidiano si sono baloccati con questa lista. Le singole voci sono state affidate a scrittori giovani e meno giovani. A loro il compito di dare un titolo. Uno solo ma imprescindibile per chi avesse voglia di colmare i propri gap letterari.<br \/>\nQuesto particolare tipo di \u201ccentone\u201d \u00e8 un genere sicuramente non nuovo. Lo si ritrova anche in piccoli e agili volumetti che un tempo i ragazzi sfogliavano con ansia di scoprire nuovi capolavori, nuove fonti di piacere e nuovi orizzonti per la propria immaginazione.<br \/>\nPer tornare al giornale di cui sopra, seguire l\u2019elenco dei cento titoli suggeriti mi ha fatto pensare che la mia formazione sia stata, almeno fin qui, sufficientemente ordinaria. Quasi tutti i titoli elencati sono presenti nella mia biblioteca e sono stati da me letti. Non mancano per\u00f2 nomi per me inaspettati come <em>La secchia rapita<\/em> di Alessandro Tassoni e il <em>Tesoretto<\/em> di Brunetto Latini. Non perch\u00e9 non siano titoli \u201cesemplari\u201d della nostra storia letteraria ma perch\u00e9 in un elenco molto sintetico da fornire a un lettore indistinto non possono certo competere con romanzi pi\u00f9 moderni sia nei contenuti che nelle forme.<br \/>\nAlcuni titoli sono stati comunque per me una sorpresa anche in senso positivo. Non conoscevo, per esempio Juan Rulfo e Bruno Schulz. E le brevi schede proposte sui loro capolavori (<em> La pianura in fiamme <\/em> e <em>Le botteghe color cannella<\/em>) sono gi\u00e0 entrate nella mia lista dei desideri.<br \/>\nIn fondo basta poco per rendere un titolo un \u201cimperdibile\u201d, basta l\u2019autorevolezza di un inserto letterario di un grande quotidiano, magari anche la firma che si legge in calce al breve ma illuminante consiglio, per non dire della seriet\u00e0 della casa editrice e della collana (ancora, se pur non come in passato, garanzia di qualit\u00e0).<br \/>\nMa questa trasformazione di un consiglio in un \u201cclassico in contumacia\u201d \u00e8 una pratica che ritroviamo anche nella vita di tutti i giorni. Se chi consiglia \u00e8 agli occhi di chi \u00e8 consigliato autorevole al punto giusto il libro diventer\u00e0 una dolce ossessione. Nel mio caso \u00e8 lo stato il Pushkin dell\u2019<em>Eugenij Onegin<\/em>. Mio zio, gran lettore, si era messo a studiare il russo soltanto per il gusto di leggerlo in originale. Questa cosa mi ha colpito pi\u00f9 di un consiglio o di un ordine. E mi fa venire in mente che un nostro scrittore apprezzato dalla critica e dal pubblico (nonch\u00e9 vincitore del Premio Strega) ha iniziato da qualche giorno a sfruttare Twitter come una bacheca dove apporre quotidianamente un consiglio di lettura. La sua <em>auctoritas<\/em>  ha gi\u00e0 fatto del suo impegno sui social un appuntamento imperdibile per molti e ogni titolo riportato (soprattutto quelli meno conosciuti) \u00e8 subito divenuto oggetto di dibattito se non del desiderio di molti. Tra i tanti titoli suggeriti, il noto scrittore ricorda anche <em>Pietroburgo<\/em>  di Andrej Beliy (Einaudi). \u201cScrittore, poeta e ballerino di fox-trot \u2013 ricorda nel tweet Sandro Veronesi -. Io non riesco nemmeno a concepire che si possa vivere senza aver letto questo romanzo. O anche solo la prefazione di Ripellino\u201d. Il successo del tweet \u00e8 nel numero dei commenti che lo accompagnano e delle condivisioni.  Semplice, diretto, incisivo (come un\u2019efficace campagna pubblicitaria), il tweet d\u2019autore pu\u00f2 fare molto e pu\u00f2 conquistare il terreno perso da giornali e riviste letterarie nel \u201cdibattito letterario\u201d. Segno dei tempi, si potrebbe dire.<br \/>\nE intanto immagino un altro tipo di \u201ccentone\u201d. Magari pi\u00f9 agile e pi\u00f9 snello che ogni lettore potrebbe provare a redigere. Un piccolo (o grande) elenco dei libri che ancora non sono stati letti. Libri la cui assenza viene giudicata un gap. Titoli la cui fama costituisce gi\u00e0 di per s\u00e9 un punto importante del nostro bagaglio culturale.<br \/>\nUn elenco difficile da rendere pubblico. Lo so bene. Eppure stenderlo e presentarlo potrebbe essere un atto liberatorio. Io, per parte mia, so bene che i titoli che potrei presentare sono tantissimi. Troppi. Per fortuna la massima socratica (sapiente \u00e8 colui che sa di non sapere) \u00e8 sufficientemente consolatoria. E questo basterebbe a chiudere qui il discorso. Resta il fatto che alcuni di questi libri non letti, rappresentano comunque un\u2019ossessione che ci portiamo sempre dietro (quando entriamo in libreria, quando sfogliamo i dorsi sui nostri stessi scaffali di casa, quando siamo ospiti di amici). Alcuni sembrano dirti: \u201cnon puoi fare a meno di me\u201d, altri pi\u00f9 malignamente ti ricordano le citazioni che altri hanno fatto in tua presenza.<br \/>\nSe i titoli che ancora non ho letto sono troppi anche solo da numerare, le ossessioni non sono poi cos\u00ec tante. Tra queste ha un posto di rilievo <em>L\u2019uomo senza qualit\u00e0 <\/em>di Robert Musil, troppe volte l\u2019ho sentito citare in quel ristrettissimo numero di capolavori del Novecento per non tenerlo l\u00ec come ossessivo monito. Stesso discorso per <em>Kaputt<\/em>  di Curzio Malaparte. I commentatori hanno sempre indugiato sulla crudezza di certe immagini, e questa cosa finora mi ha portato a credere di non aver a disposizione un tempo tanto leggero e svagato da essere un adeguato contrappeso alla sua lettura. E poi ancora altri \u201cminori\u201d del nostro Nocevento come Silvio d\u2019Arzo o Guido Morselli, per non parlare del \u201cnostro\u201d Joyce (con il suo capolavoro, <em>Horcynus Orca<\/em>, letto soltanto nei brani antologizzati).<br \/>\nSecondo me un simile elenco potrebbe avere la stessa dignit\u00e0 di una piccola guida letteraria. Perch\u00e9 i titoli hanno un richiamo molto forte per noi e sicuramente rispettano un canone  o, nel migliore dei casi, quello stesso canone lo distruggono per ricostruirlo. In fondo siamo noi ad averli eletti a classici, noi con i nostri sensi di colpa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Ciclicamente i giornali confezionano a inizio anno classifiche di tutti i tipi. I migliori alberghi, le canzoni pi\u00f9 orecchiabili, le spiagge pi\u00f9 belle\u2026 Oppure riempiono un inserto con i cento libri da leggere almeno una volta nella vita. E anche quest\u2019anno i lettori di un grande quotidiano si sono baloccati con questa lista. Le singole voci sono state affidate a scrittori giovani e meno giovani. A loro il compito di dare un titolo. Uno solo ma imprescindibile per chi avesse voglia di colmare i propri gap letterari. Questo particolare tipo di \u201ccentone\u201d \u00e8 un genere sicuramente non nuovo. Lo si [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2021\/01\/11\/il-canone-dei-libri-mai-letti\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1023,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[35863,38922,17030],"tags":[404193,404196,211280,404195,48899,35906,191307,404192,404194,54515,86885,404189,404197,404190,86766,1996],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1318"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1023"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1318"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1318\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1319,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1318\/revisions\/1319"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1318"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1318"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1318"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}