{"id":1326,"date":"2021-02-16T18:51:02","date_gmt":"2021-02-16T17:51:02","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/?p=1326"},"modified":"2021-02-16T18:51:02","modified_gmt":"2021-02-16T17:51:02","slug":"middlemarch-senza-quote-rosa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2021\/02\/16\/middlemarch-senza-quote-rosa\/","title":{"rendered":"Middlemarch senza quote rosa"},"content":{"rendered":"<p>Sicuramente oggi George Eliot (Marie Anne Evans) sorriderebbe a leggere delle polemiche tutte interne al Partito democratico per la composizione del governo Draghi. Polemiche nate dalla constatazione che il partito di Zingaretti non pu\u00f2 vantare nemmeno una ministra. \u201cMa come!\u201d tuonano le dirigenti dem \u201cproprio il nostro partito non \u00e8 riuscito a esprimere ministri donna? Proprio noi che abbiamo fatto della parit\u00e0 di genere una battaglia ideologica?\u201d<br \/>\nRiderebbe di gusto Marie Anne. Riderebbe di questo stupore e di questo sconcerto. Riderebbe, o almeno sorriderebbe. Perch\u00e9 si ride, o almeno educatamente si sorride, dell&#8217;ingenuit\u00e0 di chi vuole elevare  a battaglia ideologica una battaglia che, almeno per l&#8217;autrice del celebre romanzo <em>Middlemarch<\/em> (ma non solo) non ha niente di ideologico ma ha piuttosto a che fare con il naturale procedere della vita, dove convenzioni e leggi sociali vengono lentamente modificate dall&#8217;uso e dall&#8217;evoluzione. E che non c&#8217;\u00e8 bisogno di imporre dall&#8217;alto una regola che separa e giudica. E che aggiudica ruoli e competenze. Basta il merito, unito alla pazienza di saper aspettare.<br \/>\nE nel suo romanzo pi\u00f9 famoso (insieme con <em>Il mulino della Floss<\/em>), George Eliot ci regala personaggi esemplari in tal senso. Ci offre, infatti, un romanzo in cui i protagonisti sono s\u00ec il prodotto del milieu in cui sono cresciuti ma che sfruttano  ciascuno a suo modo la libert\u00e0 delle proprie scelte morali per riscattare una condizione disagevole o semplicemente per migliorare la propria vita.<br \/>\nSoprattutto il mondo femminile di  <em>Middlemarch<\/em> (noi ci serviamo dell&#8217;ottima edizione Oscar Mondadori con la traduzione di Michele Bottalico) \u00e8 popolato da eroine che si muovono solo all&#8217;apparenza un passo dietro al loro uomo o dietro al gruppo sociale di appartenenza. In verit\u00e0 riescono a essere determinanti proprio come la loro creatrice che ha consegnato con questi \u201cbozzetti di vita di provincia\u201d, poi riuniti in un unico grande e potente affresco, un capolavoro del realismo vittoriano che nulla ha da invidiare a autori del calibro di Thackeray o a Jane Austen. E che ha ottenuto il plauso di una lettrice di gusti difficili come Virginia Woolf (\u201cuno dei pochi romanzi inglesi veramente per adulti\u201d).<br \/>\nLa profondit\u00e0 dello sguardo dell&#8217;autrice fa pensare a Henry James o a Marcel Proust. La sua divertita ironia (leggera e tra le righe) ricorda un maestro come Chesterton. Molti detrattori l&#8217;hanno accusata di assumere un tono marcatamente didattico, soprattutto nell&#8217;analizzare le dinamiche sociali. Eppure il suo sguardo sull&#8217;intelligenza e il carattere femminile raggiunge profondit\u00e0 davvero poco esplorate nel mondo della letteratura moderna. E quando c&#8217;\u00e8 una lingua che aiuta, quando il talento della penna si produce in fulminanti descrizioni e aforismi, questo romanzo risulta davvero prezioso (pi\u00f9 per la sua unicit\u00e0 che per la rarit\u00e0 del modello). A questo proposito mi piace ricordare soltanto una bella definizione che il narratore (ma dovremmo dire narratrice per quanto sia simile all&#8217;autrice nel carattere e nella sensibilit\u00e0) descrive il pensiero del dottor Lydgate a proposito di miss Dorothea (personaggio che emerge per personalit\u00e0 e originalit\u00e0 da questo romanzo corale): \u201cSembra possedere ci\u00f2 che non ho mai visto in una donna&#8230; una fonte di amicizia per gli uomini&#8230; un uomo riesce a sentirla amica\u201d. Insomma il dottor Lydgate vede in Dorothea un \u201ccompagno\u201d un \u201csodale\u201d, in una semplice parola un \u201cpari\u201d. Senza bisogno di scomodare le quote rosa e senza tanti appelli su giornali e social.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Sicuramente oggi George Eliot (Marie Anne Evans) sorriderebbe a leggere delle polemiche tutte interne al Partito democratico per la composizione del governo Draghi. 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