{"id":1333,"date":"2021-03-02T21:30:20","date_gmt":"2021-03-02T20:30:20","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/?p=1333"},"modified":"2021-03-02T21:37:09","modified_gmt":"2021-03-02T20:37:09","slug":"cosi-wikipedia-ha-ucciso-i-classici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2021\/03\/02\/cosi-wikipedia-ha-ucciso-i-classici\/","title":{"rendered":"Cos\u00ec il web ha \u201cucciso\u201d i classici"},"content":{"rendered":"<p>Difficile rendersene conto. Con tutte le emergenze nelle quali siamo ingolfati, sicuramente non ci siamo accorti che i classici stanno \u201cmorendo\u201d. A cancellare dalla nostra memoria collettiva i grandi titoli della letteratura sicuramente non \u00e8 la sciatteria della produzione editoriale. E sicuramente non \u00e8 colpa degli insegnanti, appassionati difensori della nostra tradizione culturale. La colpa \u00e8 di Wikipedia.<br \/>\nInutile girarci intorno. Internet sta uccidendo i classici, li sta archiviando in quegli scaffali della nostra memoria collettiva che nessuno vuole pi\u00f9 spolverare. E questo proprio mettendoli in vetrina e quindi in bella mostra.<br \/>\nProver\u00f2 a spiegare quello che ho appena scoperto. Vale a dire come \u00e8 successo che i classici non vengono pi\u00f9 letti dai giovani che dovrebbero essere coloro che formano la loro coscienza e che rafforzano la nostra identit\u00e0 collettiva leggendo e assimilando la lezione dei classici.<br \/>\nE per spiegare le ragioni di questo allarme bisogna portare l\u2019attenzione su un fatto sufficientemente insolito. Che accade nelle nostre scuole. Gli insegnanti, soprattutto delle scuole medie superiori, evitano di usare i classici come \u201ctesti\u201d sui quali i ragazzi sono chiamati a forgiare la propria capacit\u00e0 di analisi e di sintesi. Spesso (ma ormai \u00e8 quasi la norma) vengono dati in lettura ai nostri giovani titoli poco conosciuti. Di autori sicuramente validi ma contemporanei e spesso pubblicati da piccole (se non piccolissime) case editrici. Anche a me \u00e8 capitato di vedere la lista dei libri di mio figlio e stupirmi. \u201cPerch\u00e9 non danno in lettura Stevenson, Dickens o Dumas?\u201d Mi chiedevo. \u201cPerch\u00e9 questi sconosciuti quando c\u2019\u00e8 una disponibilit\u00e0 praticamente infinita di classici che offrono garanzie praticamente granitiche?\u201d<br \/>\nPoi ho capito. Me l\u2019hanno dovuto spiegare perch\u00e9 nella mia vergognosa ingenuit\u00e0 non ci ero arrivato da solo.  I classici a scuola non hanno pi\u00f9 diritto di asilo. Colpa di Wikipedia. O, in generale, colpa dei motori di ricerca e di internet. Perch\u00e9 lo studente pigro trover\u00e0 sempre sul web una sintesi del classico che dovrebbe leggere. E gli insegnanti \u2013 col tempo \u2013 l\u2019hanno capito. Ecco perch\u00e9 hanno iniziato ad affidare in lettura ai ragazzi titoli \u201cminori\u201d, magari di autori minori e contemporanei. La poca fama e la scarsa eco su giornali e nel dibattito dei critici letterari rendono questi testi poco appetibili per chi confeziona le sinossi e le sintesi da affidare al mare del web.<br \/>\nChi \u2013 a differenza mia \u2013 le scuole le frequenta quotidianamente mi ha anche detto che sul web si possono trovare indirizzi e \u201cmotori\u201d che selezionano sinossi di libri divisi addirittura per difficolt\u00e0 e per anno scolastico. Basta selezionare la voce che si cerca (per esempio: \u201cscheda libro prima media\u201d, \u201criassunto libro primo liceo\u201d e cos\u00ec via) e si trova tutto quello che si vuole.<br \/>\nI professori hanno mangiato la foglia e hanno trovato una soluzione. Per\u00f2 a rimetterci sono proprio i classici: vengono raramente dati in lettura ai ragazzi. Troppo facile per questi ultimi trovare sul web schede e sintesi da copiare evitando iil fastidio di leggere i romanzi. Inutile ormai dire a questi giovani:  \u201cnon sapete cosa vi perdete\u201d.<br \/>\nOvviamente prendersela con i professori non ha senso. Loro fanno il possibile per spingere i ragazzi a leggere.  E si inventano ogni diavoleria pur di non consentire ai ragazzi di copiare dal web. La questione, dunque, resta aperta. Come si fa a far leggere i classici ai nostri ragazzi? Come invogliarli a prendere in mano libri dei quali sul web si trova ogni sorta di sintesi, analisi, sinossi e schede?<br \/>\nSe le nuove generazioni perdono il gusto di leggere i capolavori di Flaubert, Manzoni, Dostoevskij e Tolstoj cosa ne sar\u00e0 della loro intelligenza e della loro sensibilit\u00e0? Forse \u00e8 meglio mettersi tutti intorno a un tavolo e pensare qualche soluzione. Altrimenti fra qualche anno anche le case editrici non avranno pi\u00f9 la possibilit\u00e0 di irrobustire il \u201ccatalogo\u201d e i titoli saranno sempre e solamente nuovi e non ci sar\u00e0 pi\u00f9 un dialogo fruttifero con il passato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Difficile rendersene conto. Con tutte le emergenze nelle quali siamo ingolfati, sicuramente non ci siamo accorti che i classici stanno \u201cmorendo\u201d. A cancellare dalla nostra memoria collettiva i grandi titoli della letteratura sicuramente non \u00e8 la sciatteria della produzione editoriale. E sicuramente non \u00e8 colpa degli insegnanti, appassionati difensori della nostra tradizione culturale. La colpa \u00e8 di Wikipedia. Inutile girarci intorno. Internet sta uccidendo i classici, li sta archiviando in quegli scaffali della nostra memoria collettiva che nessuno vuole pi\u00f9 spolverare. E questo proprio mettendoli in vetrina e quindi in bella mostra. 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