{"id":1337,"date":"2021-03-18T17:18:50","date_gmt":"2021-03-18T16:18:50","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/?p=1337"},"modified":"2021-03-18T17:18:50","modified_gmt":"2021-03-18T16:18:50","slug":"tondelli-ligabue-e-la-fine-del-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2021\/03\/18\/tondelli-ligabue-e-la-fine-del-mondo\/","title":{"rendered":"Tondelli, Ligabue e la fine del mondo"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019ho scelto per caso. Non avevo letto molto di suo. E sicuramente non questo romanzo. Pescando dallo scaffale la bella edizione delle Opere di Pier Vittorio Tondelli (1955-1991) nei Classici Bompiani (con la puntuale e garbata cura di Fulvio Panzeri) la scelta \u00e8 caduta proprio su Rimini. E\u2019 stato il suo penultimo romanzo ma anche quello che gli ha regalato a un tempo maggiori soddisfazioni per il successo di pubblico e maggiori amarezze per la tiepida accoglienza della critica.<br \/>\nComunque gi\u00e0 il tema del racconto \u00e8 invitante per chi da pi\u00f9 di un anno non va al mare e non fa una vita normale e spensierata a causa del Covid. Tondelli, infatti, immagina (siamo alla met\u00e0 degli anni Ottanta) un giovane e ambizioso giornalista milanese cui viene dato il compito di scendere a Rimini e di curare (per tutta l\u2019estate) un\u2019edizione locale da associare al quotidiano nazionale.<br \/>\nEspediente narrativo che solo all\u2019inizio sembra naif. La descrizione del mondo giornalistico sicuramente \u00e8 fin troppo schematica ma con lo scorrere delle pagine si intuisce che quella continua ricerca della notizia, della curiosit\u00e0, dell\u2019imprevisto, propria di chi per vivere fa la cronaca del reale, \u00e8 un\u2019utile metafora per il ruolo che lo scrittore si \u00e8 qui assegnato.<br \/>\nNon ci troviamo di fronte al classico \u201cbestiario\u201d da spiaggia con tic, vezzi e mode dell\u2019italiano (o del turista) in vacanza. Se anche le mode vengono descritte (se pur sommariamente), se anche i tipi da spiaggia e da discoteca vengono tratteggiati con sapiente gusto e con una lieve patina di divertita parodia, il romanzo cerca invece di fotografare un\u2019epoca attraverso un racconto a tratti poliziesco e noir (lo stesso Tondelli ha indicato Raymond Chandler come un modello). Il linguaggio semplice, le descrizioni agili e veloci, l\u2019osservazione esatta senza sbavature e senza cedimenti retorici, fanno di questo libro un modello a lungo seguito. E l\u2019ambizione dello scrittore di Correggio (RE) non era da meno. \u201cVoglio che Rimini sia come Hollywood, come Nashville, un luogo del mio immaginario, dove i sogni si buttano a mare, la gente si uccide con le pasticche, ama trionfa o crepa\u201d.<br \/>\nLa vena del grande scrittore per\u00f2 \u00e8 pi\u00f9 solida della sua stessa ambizione. E le vicende del carrierista Marco Bauer si incrociano con quelle di  Renato Zarri (la cui amarcord familiare fatta di pensioni a gestione familiare e piccoli alberghi offre un ottimo spaccato dell\u2019Italia del boom e della successiva et\u00e0 della recessione) e di Beatrix, antiquaria berlinese che arriva a Rimini in cerca della sorella tossica ma soprattutto di s\u00e9 stessa.<br \/>\nIl cronista, nel corso del suo lavoro, si imbatte pure nella morte di un vecchio leader politico e da quel momento l\u2019andamento del racconto accelera ai ritmi del poliziesco ma Tondelli non rinuncia a descrivere con sensibilit\u00e0 i riti mondani ed erotici, lo squallore e l\u2019effimero di una societ\u00e0 sempre pi\u00f9 persa nell\u2019edonismo corrivo di quegli anni. E sempre pi\u00f9 frivola che si concede il brivido di prestare alle teorie campate in aria di una imminente fine del mondo, spacciata per imminente proprio in quella stagione.<br \/>\nL\u2019unica scena corale del romanzo \u00e8 proprio la veglia prima dell\u2019Apocalisse. Con tutta la gente che si riversa in spiaggia o sul lungomare. In un crescendo di ritmo e di tensione. Solo allora mi sono risuonate nelle orecchie le parole di una canzone, il cui refrain ripeteva ossessivamente \u201ca che ora \u00e8 la fine del mondo?\u201d. Chiss\u00e0 se l\u2019associazione di idee \u00e8 stata innocente o smaliziata. E, soprattutto, chiss\u00e0 se \u00e8 stata provocata dal semplice fatto che Ligabue e Tondelli sono della stessa generazione ma soprattutto sono originari tutti e due di Correggio. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>L\u2019ho scelto per caso. Non avevo letto molto di suo. E sicuramente non questo romanzo. 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