{"id":1375,"date":"2021-09-14T10:53:19","date_gmt":"2021-09-14T08:53:19","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/?p=1375"},"modified":"2021-09-14T17:48:43","modified_gmt":"2021-09-14T15:48:43","slug":"gli-eroi-sopravvissuti-al-sogno-di-angelica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2021\/09\/14\/gli-eroi-sopravvissuti-al-sogno-di-angelica\/","title":{"rendered":"Gli eroi sopravvissuti al sogno di Angelica"},"content":{"rendered":"<p>In ogni articolo di questo blog non si fa che ripetere che i classici sono una garanzia di soddisfazione per qualsiasi lettore. Un libro che ha passato la prova del tempo sa essere sempre attuale e quindi universalmente adatto a ogni lettore. Lo abbiamo scritto e ripetuto fino alla noia. Per\u00f2 le occasioni per ripeterlo sono sempre diverse e sempre stimolanti. L&#8217;ultima mi viene dalla lettura di\u00a0<em>Dice Angelica<\/em> di\u00a0<strong>Vittorio Macioce\u00a0<\/strong>(appena pubblicato da Salani). Vittorio (permettetemi l&#8217;uso del solo nome visto che siamo colleghi e ci conosciamo da molti anni) \u00e8 riuscito a dare corpo a un suo sogno. Un sogno che coltivava da tanto tempo: offrire nuova linfa a una mitologia fatta della carne, delle emozioni, dell&#8217;umanit\u00e0 degli abitanti del mondo di oggi calati per\u00f2 nella cornice dei poemi cavallereschi.<\/p>\n<p>Un&#8217;impresa tutt&#8217;altro che agevole. E che poteva riuscire soltanto a chi avesse saputo innanzitutto leggere con profitto quei capolavori che forniscono il materiale di questo libro. Iniziamo da qui. I capolavori sono innanzitutto l&#8217;<em>Orlando furioso<\/em> di <strong>Ariosto<\/strong>. Ma non solo. Echi abbondanti del Pulci (<em>Morgante<\/em>) e del <strong>Boiardo<\/strong> (<em>Orlando innamorato<\/em>) risuonano tra queste pagine. Senza pedanteria. Ed \u00e8 qui che si scopre la bravura di Vittorio lettore\/scrittore. Il creatore (ma sarebbe pi\u00f9 giusto dire il &#8220;compagno di strada&#8221;) di Angelica ha fatto suo quell&#8217;universo poetico in maniera cos\u00ec intensa e viscerale da saperlo rianimare in un contesto affatto moderno senza lo stridore di operazioni esclusivamente nostalgiche.<\/p>\n<p>Il giornalista di vaglia e, soprattutto, lo scrittore di profonda sensibilit\u00e0 hanno\u00a0 poi saputo trovare la chiave moderna per interrogare Angelica e per analizzare la pazzia di Orlando. Un anello, questa l&#8217;unica arma a disposizione della bellissima principessa del Catai per spogliare la realt\u00e0 del suo luccicante vestito di illusione, per sfrondare l&#8217;albero della verit\u00e0 dalle potentissime <em>fake stories<\/em>. In una parola per fare da antidoto alla follia degli uomini. Follia che nel mondo di oggi \u00e8 al grado massimo dove tutti ci scopriamo disorientati e frenetici come i paladini e i cavalieri saraceni che si rincorrono ciechi dentro i castelli di Atlante. Ci aggiriamo tra i labirinti dei social e del web convinti di essere portatori di verit\u00e0 inconfutabili, mentre siamo soltanto cavie da laboratorio.<\/p>\n<p>La lingua di Vittorio \u00e8 moderna. E modernissima la voce di Angelica. Una donna\/oggetto del desiderio. Una ragazza che confessa apertamente: &#8220;non sono l&#8217;orfana abbandonata e derisa. Non ho missioni da intraprendere. Nulla mi deve essere rivelato&#8230; Sono una che si affanna per sopravvivere&#8221;. Eppure i suoi occhi e la sua bellezza fanno da motore a questa giostra impazzita. Evitiamo di fare una pedissequa sinossi del racconto. Tanto la materia \u00e8 un &#8220;classico&#8221;. Ci basti qui ricordare con le parole di Angelica stessa cosa scatena la sua bellezza. &#8220;Il desiderio muove il mondo. Solo che questo mondo bisognerebbe guardarlo con i miei occhi. Io dar\u00f2 pure un senso alla vita degli altri, ma la mia vita che senso ha?&#8221; Vittorio non ha letto bene soltanto i poemi cavallereschi e la poesia ariostesca. Ha digerito tutto <strong>Pirandello<\/strong> e tutto <strong>Calvino<\/strong> (l&#8217;atmosfera sospesa di questo romanzo ricorda pi\u00f9 i paesaggio della <em>Trilogia degli antenati<\/em> che i poemi di Boiardo e Ariosto).<\/p>\n<p>E qui veniamo al punto da cui siamo partiti: perch\u00e9 leggere i classici? Perch\u00e9 ci danno risposte ancora valide. E non solo. Nel caso di un bravo scrittore sanno essere ancora materia da sfruttare e da plasmare all&#8217;occorrenza. Terracotta elastica nelle mani di un sapiente vasaio.\u00a0<em>Dice Angelica<\/em> \u00e8 soltanto l&#8217;ultimo esempio in ordine di tempo. A me personalmente me ne vengono in mente due. Affatto diversi tra loro, peraltro. Il primo \u00e8\u00a0<em>Il professore va al congresso\u00a0<\/em>di <strong>David Lodge<\/strong> (dietro questo pessimo titolo si cela il meraviglioso originale di <em>Small world<\/em>). Il secondo \u00e8 lo straordinario\u00a0<em>Cassandra<\/em> di <strong>Christa Wolf<\/strong>. Il professor Lodge prende di peso Angelica e il suo codazzo di ammiratori impazziti e lo trasferisce nella bolla dei conferenzieri accademici del British Council che girano il mondo in aereo (da qui il titolo) per esporre dietro congruo compenso le loro teorie letterarie ma in verit\u00e0 spinti esclusivamente dal ritrovare la misteriosa Angelica. La Wolf, invece, prende di peso un personaggio straordinario della letteratura antica e lo fa rivivere. Prende solo Cassandra e la fa parlare come parlerebbe una donna moderna ed emancipata, battagliera,\u00a0 ma disillusa.\u00a0 E le parole che pronuncia sono pesanti come pietre e taglienti come vetro. La materia \u00e8 quella conosciuta, ma la sensibilit\u00e0 e lo sguardo moderno quasi la stravolgono.<\/p>\n<p>E Vittorio fa lo stesso: la sua lingua d\u00e0 corpo a un sogno moderno. E l&#8217;universo fantastico dei poemi cavallereschi sembra assumere i contorni e il montaggio sincopato di un videogame, mentre la Luna dove vola in missione Astolfo sembra avere gli stessi connotati del nostro piccolo mondo tutto chiuso nella prigione del web: &#8220;Qui ci sono le preghiere e le promesse degli umani, le lacrime e i sospiri degli amanti, il tempo che si perde al gioco e l&#8217;ozio degli sfaccendati e pure la fama, quella fama che sulla Terra spesso non dura pi\u00f9 di un quarto d&#8217;ora&#8221;. E&#8217; la luna ma potrebbe essere il piccolo claustrofobico mondo dei social.<\/p>\n<p>Questo post \u00e8 una sorta di piccolo (e modesto) ringraziamento da lettore. Non soltanto \u00e8 stato un grande piacere ritrovare Angelica ma anche gli eroi che per secoli hanno popolato queste saghe. E che ora ritornano con una ritrovata umanit\u00e0. &#8220;C&#8217;\u00e8 chi li chiama giganti\u00a0 e chi superuomini &#8211; scrive Vittorio -, ma il senso comunque \u00e8 quello. Sono umani troppo umani. Sono l&#8217;incrocio tra spirito e materia. Sono quelli che hanno quel qualcosa in pi\u00f9, per coraggio, forza, saggezza, visione, furbizia o capacit\u00e0 di resistere alla fatica. Non sono dei santi, perch\u00e9 ognuno di loro si porta appresso il peccato originale e spesso tende pure a ingrassarlo. Sono quelli che, bene o male, sono destinati a sopravvivere\u00a0 come ricordo&#8221;. Sono dei classici.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>In ogni articolo di questo blog non si fa che ripetere che i classici sono una garanzia di soddisfazione per qualsiasi lettore. 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